Il pressing di Timmermans all'Italia sul Mes: "Soldi utili ai medici"

Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione europea per il Green Deal, se la prende con Salvini e Meloni sul Mes: "Questi politici mistificano e non servono l'interesse dei cittadini. Dovrebbero smetterla di pensare a un fugace consenso"

Il pressing di Timmermans all'Italia sul Mes: "Soldi utili ai medici"

"Perché dipingere il Mes come il diavolo se il suo intervento è privo di condizionalità?". Parola di Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione europea per il Green New Deal. Già candidato del Partito socialista alla presidenza della Commissione Ue, Timmermans ha molti amici nel nostro Paese, tanto da aver chiuso la campagna elettorale per le elezioni europee (maggio 2019) con il Segretario del Pd Nicola Zingaretti e il sindaco Beppe Sala, a Milano. Intervistato dal quotidiano La Repubblica, il tecnocrate olandese torna a sponsorizzare il Mes e attacca Matteo Salvini e Giorgia Meloni, contrari al Meccanismo europeo di stabilità. "Questi politici mistificano e non servono l'interesse dei cittadini. Dovrebbero smetterla di pensare a un fugace consenso".

Timmermans: "Soldi del Mes utili per gli eroi medici"

Timmermans, tuttavia, pare piuttosto freddo sulla prospettiva coronabond e sull'ipotesi di mutualizzare il debito, proposta avanzata dall'Italia. Una linea leggermente più morbida rispetto ai colleghi del governo olandese, ma senza infastidire troppo Berlino e, soprattutto, la presidente della commissione Ursula von der Leyen: "Concordo con il fatto che questa forma di solidarietà sia necessaria, ma questo non significa che anche gli altri strumenti non vadano usati. Se guardo alla pressione sul sistema sanitario, i soldi messi sul tavolo senza condizioni dal Mes possono essere utili per aiutare i veri eroi di questa crisi, dottori e infermieri. Non usarli sarebbe un peccato". Nell'intervista concessa a La Repubblica, il vicepresidente della Commissione Ue per il Green Deal ribadisce che il Mes "senza condizionalità" è "un buono strumento" ma nessuno "può credere che sia sufficiente per uscire dalla crisi".

"Giovedì troveremo un accordo"

Non possiamo, prosegue Timmermans, "permettere che il debito pregresso e la posizione sui mercati condizionino la capacità di risposta alla crisi di un Paese". Queste differenze, spiega, "devono essere livellate dall' Unione e il Mes da solo non è abbastanza per farlo. Serve appunto un piano di investimenti e un compromesso nel dibattito tra sussidi ai governi e prestiti da rimborsare. Devono capirlo anche Merkel, Rutte e i leader di altri paesi: devono andare dalle loro constituency a dire che è nel loro interesse essere solidali con i partner più colpiti perché ci permetterà di uscire tutti insieme e più forti dalla crisi". In che cosa i suoi colleghi olandesi debbano essere più "solidali" nei confronti dell'Italia - e soprattutto come - Frans Timmermans però non lo spiega. L'esponente socialista guarda il bicchiere mezzo pieno, ed è convinto che, alla fine, nonostante i litigi e le tensioni, un accordo giovedì lo si troverà. "Io vedo movimenti nella giusta direzione- osserva -non credo che alla fine vorremo sacrificare l'Unione e il mercato interno solo perché non troviamo un accordo sulla solidarietà".

Probabilmente ha ragione: giovedì un compromesso quasi sicuramente lo

si troverà. Ma difficilmente l'Unione europea come progetto politico potrà dirsi soddisfatta di come ha gestito questa crisi, e forse il peggio oer la stessa Ue deve ancora arrivare, con buona pace del suon Green new Deal.

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