"Se alleati lontani da posizioni atlantiste e europeiste, noi non staremo nel governo"

Silvio Berlusconi a 360 gradi affronta il tema del caro energia e risponde alle accuse mosse dalla sinistra sulla caduta del governo Draghi e sulle sue posizioni internazionali

"Se alleati lontani da posizioni atlantiste e europeiste, noi non staremo nel governo"

Silvio Berlusconi è stato intervistato dal Tg3, al quale ha spiegato quali sono i programmi di Forza Italia e del centrodestra in caso di vittoria delle prossime elezioni politiche, in programma il prossimo 25 settembre. Il tema principale di questi ultimi strascichi di campagna elettorale è il caro energia, che sta mettendo in ginocchio aziende e famiglie. Silvio Berlusconi ha avanzato un'altra proposta per tentare di porre un argine agli aumenti spropositati degli ultimi periodi: "Un fondo finanziario a cui possono attingere le società distributrici di energia, che si impegnano a contenere i prezzi delle bollette". Silvio Berlusconi già in passato ha rimarcato la necessità che ad agire sia il governo attualmente in carica, che ancora per un anno e mezzo almeno può agire per decreto per intervenire contro il caro bollette prima che sia troppo tardi. La soluzione da lui proposta al Tg3 si inserisce in un ampio carnet di proposte, fatte anche da Forza Italia, per arginare il salasso.

Ma ai microfoni del telegiornale Rai, il Cavaliere ha parlato a tutto campo anche affrontando il tema della fine del governo di Mario Draghi, della quale la sinistra di Enrico Letta imputa spesso la responsabilità a Forza Italia e Lega, nonostante sia stata l'azione incosciente del Movimento 5 stelle a portare alla fine della legislatura. "Non abbiamo fatto nessuna scelta noi. Abbiamo presentato una risoluzione al Senato in cui dicevamo che bisognava continuare con il governo Draghi fino alla fine della legislatura, evidentemente senza più il Movimento 5 stelle che era uscito dalla maggioranza", ha rimarcato ancora l'ex premier, ribadendo un concetto che la sinistra di Enrico Letta ignora per costruire una realtà distorta sulle dinamiche che hanno portato alla fine del governo Draghi.

Anche sull'Europa, Silvio Berlusconi si trova costretto a rimarcare le posizioni atlantiste ed europeiste del suo partito, nonostante questi siano due dei pilastri che fin dalla fondazione accompagnano l'opera di Forza Italia.

"La nostra presenza nel governo è garanzia assoluta che il governo sarà un governo liberale, cristiano e soprattutto europeista e atlantista. Se i nostri alleati, dei quali ho fiducia e rispetto, dovessero partire in direzioni diverse, noi non staremo nel governo".

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