L'ultima rivelazione di Casalino "Vi dico come è nato Giuseppi"

"Giuseppi? Era diventata una cosa molto divertente che nacque al G7 in Canada", spiega Rocco Casalino, ex portavoce di Giuseppe Conte.

L'ultima rivelazione di Casalino "Vi dico come è nato Giuseppi"

27 agosto 2019. È la data in cui l'ex Presidente Usa Donald Trump scrisse il famoso tweet a sostegno di Giuseppe Conte nel bel mezzo delle consultazioni tra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico, che poi andarono a formare il Conte 2 e l'alleanza giallorossa. In quell'occasione Trump, storpiandone il nome, lodò "l'altamente rispettato primo ministro della repubblica italiana, Giuseppi Conte". "Ha rappresentato l'Italia in modo energico al G7. Ama il suo Paese grandemente e lavora bene con gli Usa. Un uomo molto talentuoso che spero resti primo ministro!", scrisse The Donald, lanciando di fatto un endorsement ad un bis di "Giuseppi". Sui significati politici di quel tweet si sono interrogati analisti ed esperti dei rapporti fra Italia e Stati Uniti ma "Giuseppi" è rimasto e ora Rocco Casalino, ex portavoce del premier, ospite di un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, ora ne racconta la genesi.

"Giuseppi? Era diventata una cosa molto divertente"

Come riporta l'agenzia Italpress, Casalino spiega che "era diventata una cosa molto divertente", che "nacque al G7 in Canada". The Donald continuava a dire "Giuseppi" perchè "forse gli veniva più facile e credo glielo abbia anche detto (a Conte). Mi pare che una volta, in una riunione con tutti gli altri leader, Trump ad alta voce, disse proprio Giuseppi, senza nessun intento denigratorio". Insomma, era un modo quasi affettuoso e burlone che Donald Trump impiegava, fregandosone dei rituali della politica e della galanteria istituzionale, nel rivolgersi a Conte, quell'avvocato del popolo che aveva attirato le sue simpatie. Dopotutto Conte aveva dichiarato non molto tempo prima, ai tempi dell'alleanza giallo-verde e prima di rimangiarsi tutto riciclandosi come premier di un governo marcatamente europeista come quello giallo-rosso, che "il mio governo e l’amministrazione Trump sono entrambi governi del cambiamento". Ma sarebbe veramente difficile spiegare agli americani i contorti trasforismi a cui noi italiani siamo abituati e di cui lo stesso "Giuseppi" si è reso un assoluto protagonista.

Sta di fatto che quel tweet del leader Usa rappresentava un segnale molto chiaro del rapporto tra i due leader. Conte era stato uno dei primi capi di governo europei ad aver mostrato rispetto e stima nei confronti di Trump. E il capo della Casa Bianca ha sempre speso parole di elogio verso l'ex inquilino di Palazzo Chigi, sia sul fronte dell'economia che su quello dell'immigrazione.

L'ottimo "feeling" fra i due fu subito chiaro e non è un'eresia affermare che con la sconfitta di Donald Trump "Giuseppi" Conte abbia perso un importante riferimento a livello internazionale. Non a caso il nuovo inquilino della Casa Bianca è Joe Biden, molto vicino al leader di Italia Viva, Matteo Renzi, colui che ha archiviato "Giuseppi" aprendo la crisi di governo.

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