Premi, quote sabaude e altre chiacchiere

Inizia la stagione dei premi letterari e parte il solito chiacchiericcio. Al Campiello si è fatto un gran parlare di cinquina al femminile (Eliana Bouchard, Benedetta Cibrario, Paolo Di Stefano, Chiara Gamberale, Cinzia Tani) e di quote rosa, decise a tavolino per avere un presunto impatto mediatico (e il povero Di Stefano, finito in mezzo a quattro gentili signore, cosa commenta?). Dicono che tutto questo baccano sia nato per far entrare in finale Melania Rizzoli, moglie di Angelo e autrice di un libro che non è propriamente un romanzo (racconta la sua battaglia vinta contro il cancro). Ma se tutto il meccanismo era montato per questo fine, perché la Rizzoli è rimasta fuori? Misteri letterari. Allora invece che di quote rose sarebbe il caso di parlare di quote sabaude: Paolo Giordano (Campiello Opera Prima) è di Torino, Benedetta Cibrario (che tutti spacciano per fiorentina semplicemente perché sulla carta d’identità ha scritto che è nata a Firenze), in verità è super-torinese, Eliana Bouchard è di Rorà, Piemonte profondo. Un vero complotto. Tre su sei, il cinquanta per cento, una quota che le nostre deputate e senatrici se la sognano... Allo Strega invece niente quote rosa. Anzi, le due signore in cinquina sono arrivate maluccio: Cristina Comencini solo quarta (ma potrebbe riservare sorprese il giorno della finale) e Lidia Ravera quinta dietro a Paolo Giordano, Ermanno Rea e Diego De Silva. E se davvero dovesse vincere Giordano? La solitudine dei numeri primi (Mondadori) del giovanissimo esordiente a casa Bellonci ha totalizzato 71 voti e ha battuto i “favoriti” Ermanno Rea e Cristina Comencini. Sarebbe il più giovane vincitore del riconoscimento che fa sbavare tutti gli editori italiani. Se dovesse farcela, sarebbe un’altra vittoria da aggiungere in quota sabauda. Che ci sia un complotto sabaudo-letterar-massone? Assoluto outsider in questi giochi di quote il Premio Viareggio, che conferma la sua vocazione gerontofila.

Dopo aver premiato Mario Monicelli e aver rinnovato la sua giuria con un’età media di 75 anni, vincitore dell’edizione internazionale 2008 è stato proclamato Boris Pahor, lo sloveno-triestino autore del bellissimo Necropoli (Fazi), che ad agosto compie 95 anni. In che quota lo mettiamo?
caterina.soffici@ilgiornale.it

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