Racket delle case popolari, pacco infiammabile al fondatore di «Sos usura»

La minaccia recapitata al chiosco di fiori della famiglia di Frediano Manzi, responsabile dell'associazione impegnata tra l'altro a denunciare le occupazioni abusive delle case popolari: «Se continua così potremmo decidere di sciogliere il nostro gruppo»

Un pacco con del liquido infiammabile è stato trovato ieri sera a Nerviano (Milano) nei pressi del chiosco di fiori della famiglia di Frediano Manzi, responsabile dell'associazione Racket e usura, impegnata, tra le altre cose, a denunciare il racket delle occupazioni abusive di abitazioni a Milano. «Non sappiamo - sopiega lo stesso Manzi - se si tratta di un gesto dimostrativo o dell'ennesima intimidazione che l'associazione Sos Racket & Usura da mesi sta subendo in seguito alle numerose denunce pubbliche che la vedono esposta sugli organi di informazione. L'elemento più grave stavolta è dovuto al fatto che tra le numerose telefonate minatorie arrivate in questi giorni, due sono arrivate presso la mia abitazione». «Ciò significa - prosegue Manzi - che è stato individuato il luogo dover risiedo, come ovviamente sono state individuate tutte le attività di fiori di proprietà della famiglia e con cui collaboro. A seguito di questo ennesimo gesto delinquenziale con la mia famiglia stiamo valutando seriamente, per la sicurezza di tutti i dipendenti che lavorano con noi, di cedere tutte le attività in nostro possesso. Ovviamente la mia famiglia è molto provata e scossa. Più volte abbiamo fatto presente alle istituzioni politiche della città di Milano la necessità immediata di avere una sede dell'associazione in un luogo sicuro, visto che purtroppo siamo costretti ad indicare l'indirizzo della mia abitazione come sede legale dell'associazione stessa, in ogni denuncia che rivolgiamo all'Autorità giudiziaria d'Italia. Questo significa che ogni persona che viene arrestata o denunciata in seguito ad un nostro esposto viene a sapere il nostro indirizzo».

«Se questi atti di intimidazione non cesseranno - conclude il presidente -, unitamente ai volontari dell'associazione che con i sacrifici e i rischi personali hanno permesso dal 1997 ad oggi di denunciare pubblicamente centinaia di casi di usura, estorsioni e criminalità organizzata, si potrà valutare lo scioglimento stesso dell'associazione Sos Racket & Usura visto che purtroppo non siamo messi in condizioni di operare con adeguata serenità».

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