
Il Salva Milano si allontana sempre di più. È slittato di nuovo il termine per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge cosiddetto Salva Milano: manca una data in attesa che venga convocato, probabilmente per la prossima settimana, un nuovo ufficio di presidenza della Commissione. Ecco, dunque, che la situazione si fa sempre più complessa, stretta tra le nuove rivelazioni uscite dall'inchiesta della Procura di mercoledì scorso, con la comparsa sulla scena di un «sistema Oggioni» che pilotava i permessi per mano dell'ex dirigente comunale Paolo Oggioni arrestato, e l'impasse politica in cui si è impantanato il sindaco Beppe Sala e il pd milanese. Il problema si fa tutto politico: stanato Sala serve ora che si assuma le sue responsabilità e che faccia un passo indietro, è questa la posizione del centrodestra in Parlamento. Approvato in maniera bipartisan il disegno di legge alla Camera, ora lo scoglio è al senato, dove nessuno nel centrodestra, ma nemmeno nel Pd, ci sta a togliere le castagne dal fuoco al sindaco che non vuole in alcun modo ammettere le sue responsabilità, quanto meno politiche, ostinandosi a sostenere le sue ragioni. E allora senza le dimissioni della Giunta e di Sala niente Salva Milano è la posizione di Fratelli d'Italia al Senato.
Ecco quindi che se Sala sta alla finestra, passando la palla al parlamento, così il governo per bocca del sottosegretario Alessandro Morelli della Lega: «Il governo sta a guardare ed è pronto a ricevere qualche indicazione o richiesta da parte del Pd su testo». Tradotto: il sindaco, che continua a sostenere la sua posizione, ha usato l'ex assessore alla Casa Guido Bardelli come capro espiatorio facendolo dimettere quando sono decenni che lo sportello unico per l'edilizia segue una certa interpretazione delle regole. Forza Italia smaschera le contraddizioni del Pd e rimane sulla stessa linea del centrodestra: «Non siamo favorevoli a calendari imposti dalla magistratura - spiega il capogruppo in Senato Maurizio Gasparri - e siamo critici con l'ipocrisia della sinistra che voleva il provvedimento e ora è nel panico. Chi sta con Sala voti il provvedimento Salva Milano».
Intanto il primo cittadino gioca allo scarica barile: «A chi mi accusa di essermi sfilato dalla faccenda, dico: secondo me si è sfilata la politica.
Questa storia inizia a marzo del 2024, dopo 12 mesi siamo ancora alle discussioni. Ci saranno degli emendamenti? Significa che torna alla Camera, che aveva accettato un tipo di impostazione e dovrà dire se accetta quella del Senato».
- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
- sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.