Lo ammette pure la Ferilli: "Silvio trasmette ottimismo La sinistra non sa farlo..."

L'attrice fa l'in bocca al lupo a Renzi ma lo invita a non cambiare il Pd: "Non vorrei che ci allontanassimo troppo"

Lo ammette pure la Ferilli: "Silvio trasmette ottimismo La sinistra non sa farlo..."

Sabrini Ferilli ci tiene a far sapere che non rimpiange Silvio Berlusconi alla guida del Paese. E ci tiene pure a far sapere che rimane saldamente di sinistra. Ma lo fa per andare a pungolare i leader della sua parte: "Gli manca la spinta, che era quello che in un certo senso ha sempre avuto il Berlusconi politico e che hanno meno i politici di sinistra... il Cavaliere ha sempre dato la sensazione di un popolo che ce la poteva fare, di un riscatto possibile, di un ottimismo, di una possibilità di volare... I politici italiani di sinistra sono invece più portati a puntare il dito su tutto quello che non va, quello che è 'estremamente grave'". Dopo le polemiche per il "mancato" invito a sedere accanto a Paolo Sorrentino e Toni Servillo alla premiazione del film La Grande Bellezza, la Ferilli concede una intervista a tutto campo al programma Ballarò dove coglie l'occasione per bacchettare la politica: "Quando gli italiani sono messi nella condizione di correre, magari anche solo con una gamba, arrivano quasi sempre primi. Il problema è che non vengono messi nella condizione di correre. È questa credo la frustrazione più grande, soprattutto di questo periodo...".

Come Carlo Verdone, la Ferilli ha deciso di non andare al Dolby Theatre per la notte degli Oscar. "Sono state le regole della cerimonia degli Oscar a mettere fuori gioco la coppia - si legge su Dagospia - ai candidati, infatti, sono assegnate quattro poltrone". Oltre a Sorrentino e Servillo su quelle quattro poltrone si sono seduti il produttore del film Nicola Giuliano e la moglie del regista, Daniela D’Antonio. Dietro di loro, il presidente di Medusa (distributore del film in Italia) Carlo Rossella e l’ad Giampaolo Letta. Dopo un primo fastidio piccato, che è immancabilmente finito sulle prime pagine dei quotidiani, la Ferilli è entrata a gamba tesa sulla politica affrettandosi che non rimpiange Berlusconi al governo: "Se lo rimpiango io è la fine del mondo...". Però, ci ha tenuto a sottolineare: "Non manca l’ottimismo, che fa parte del dna degli italiani. Io dico che manca quella parola oggi molto abusata: la politica. Che la politica si faccia responsabile dell’ottimismo degli italiani perché, dopo un po', anche quello che c’è nel dna finisce, se non c’è qualcuno che ce lo inietta. E questa è la responsabilità delle istituzioni. Quello che manca è la capacità politica di dare a tutti la possibilità di gareggiare". E, quanto al nuovo governo, l’attrice ha sottolineatndo che "l’entusiasmo non è direttamente proporzionale all’età. L’età è una cosa, l’entusiasmo un’altra. Detto ciò, io credo a questo rinnovamento. Penso che a livello politico il peggio sia passato, certe forme di prepotenza, di casta, di corruzione, un certo modo di non fare, fanno parte del passato. Ora la vera e unica sfida è quella di riavviare l’economia. Mi auguro una nuova fase politica che possa permettere l’avvio economico, nuovi posti di lavoro". Sul neo premier Matteo Renzi, vuole essere ottimista: "Mi piace pensare che il meglio deve ancora venire. Bisogna dare possibilità di muoversi e agire al nuovo governo. Faccio un in bocca al lupo straordinario".

Aldilà dell'in bocca al lupo, la Ferilli ricorda a Renzi da dove viene il Pd: "Non vorrei che ci allontanassimo troppo". E sottolinea: "Renzi è il segretario del mio partito, mi piace, anche se io facevo parte di altra corrent... sono cuperliana. Di Renzi mi piace il brio, il coraggio, la forza anche fisica che ci mette. Alcune cose si sono talmente incancrenite che ci vuole proprio tanta forza per cambiare. Ed è una sua qualità preziosa". Quindi cita Lucio Battisti: "Poi quello che farà, dove ci porterà, lo scopriremo solo vivendo.

Adesso è troppo presto, non è neanche partito questo ragazzo, come si fa ad avere dei pregiudizi oggi? Mi auguro che possa far vincere ed essere i primi nel proprio mestiere. Ma se poi dietro hai una nazione che fa fatica ad arrivare a fine mese, non vale nulla".

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