Bud Spencer, in centinaia alla camera ardente in Campidoglio: "Era un grande, uno di noi"

Figli, amici e fan rendono omaggio al "gigante buono" del cinema italiano. Per la lunga fila al Campidoglio, la camera ardente è stata aperta mezz'ora prima. Giovedì 12 i funerali nella "chiesa degli artisti" di Piazza del Popolo.

Bud Spencer, in centinaia alla camera ardente in Campidoglio: "Era un grande, uno di noi"

Molte persone sono arrivate la mattina presto e si sono messe pacatamente in fila. Gradualmente la folla di fronte al Campidoglio è diventata così numerosa, che il neosindaco Virginia Raggi ha disposto che la camera ardente alla Protomoteca fosse aperta mezz'ora prima del previsto, alle 9,30. In centinaia tra amici e fan hanno reso - e continuano a rendere - omaggio a Bud Spencer, al secolo Carlo Pedersoli, scomparso lunedì 27 giugno a 86 anni. I tre figli - Giuseppe, Christiana e Diamante - accolgono con affetto le persone che entrano, ringraziandole di essere venute a salutare il padre. Ortensie bianche e azzurre circondano il feretro (i colori del Lazio, sua squadra del cuore), così come una cornice con alcune foto dell'attore e una scatoletta di fagioli, pasto simbolo degli "spaghetti western" e dell'amatissimo film "Anche gli angeli mangiano fagioli".

Commovente il ricordo dei figli: "Lo ricorderò sempre per il suo sorriso, questo è il messaggio più grande di mio padre: prendere la vita così come viene nel bene e nel male e andare avanti. E le persone l’hanno capito: l’abbiamo visto anche oggi con l’abbraccio di tutta questa gente che è venuta ad omaggiarlo" ha detto la figlia Christiana. "Il ricordo più bello di mio padre? La sua libertà prima di tutto - ha aggiunto - ma anche la sua curiosità. Era curioso di vedere cosa c’era nell’aldilà e ora lo so che sta già danzando tra le stelle".

"Stiamo ricevendo messaggi di cordoglio da tutto il mondo - ha aggiunto il figlio Giuseppe - Mio padre è stato un personaggio che ha preferito la dimensione privata ma che ha meritato, non so perché, tanto affetto". E in più: "È andato via serenamente" e "non per una malattia, come hanno scritto alcuni giornali". La sua è stata una morte improvvisa, "non ce l'aspettavamo - ha spiegato - perché era tornato a casa dopo essere stato in ospedale a causa di una caduta, da cui non si era mai ripreso e che lo aveva costretto all'immobilità".

"Era un grande, siamo qui per lui", dicono i fan, aspettando il loro turno per entrare nella camera ardente. Qualcuno depone mazzi di fiori ai piedi del feretro, altri fanno le condoglianze ai figli dell'attore, e altri ancora scrivono frasi sui registri delle presenze posti all’ingresso e all’uscita della sala della Protomoteca. Alcune persone hanno anche scattato foto al feretro con lo smartphone. I funerali si terranno giovedì 12 nella basilica di Santa Maria in Montesanto, la cosiddetta "chiesa degli artisti" in piazza del Popolo.

La squadra di calcio del cuore di Pedersoli, la Lazio, ha reso omaggio al "gigante buono" facendo stendere dal team manager Maurizio Manzini la propria bandiera ai piedi del feretro. Era un grande laziale oltre che un grande attore e un grande uomo", ha dichiarato Manzini: "È venuto a Formello a trovarci un paio di volte, anche se era una persona molto riservata". Nella Protomoteca anche i rugbisti delle Fiamme oro, che hanno deposto dei fiori davanti alla bara (l'attore, infatti, è stato anche atleta olimpico di nuoto nelle Fiamme oro).

Uno

trai primi a far visita al feretro di Bud Spencer è stato l'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, che si è fermato qualche minuto a pregare. Prima di andarsene, ha salutato con affetto i figli dell'attore.

bud spencer

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