Chiesa, di padre in figlio para "Zio Gigi"

Buffon ha giocato con Enrico a Parma, e ora accoglie Federico alla Juve

Chiesa, di padre in figlio para "Zio Gigi"

Ma adesso come lo chiamo? Zio Gigi? Magari nonno? No, così si offende anche Ilaria D'Amico che continua a dirgli: sei sempre un fustacchione. Immaginate il travaglio mentale del povero Federico Chiesa che, dopo essere stato preso mani dalla culla da Gigi Buffon, ora andrà a dargli il cinque ad ogni inizio allenamento. E chissà quando segnerà il primo gol.

Sì, Federico era di prima culla quando, dai facciamo zio, zio Gigi giocava a Parma con papà Enrico. E se la sono passata mica male: un centinaio di partite insieme, nella bacheca una coppa Italia e una coppa Uefa. Non cambiano solo i ruoli di famiglia: Gigi eterno ed eternamente portiere, Enrico e Federico attaccanti con bella affinità al gol. Enrico e Federico non proprio della specie padre santolotto, figlio diavolotto. Diciamo che santificano diavoleggiando. E Gigi ci sta bene nella foto di famiglia. Ai tempi del Parma l'abbraccio con Enrico mostrava due facce fresche, con la speranza nel sorriso. Chiesa padre ha 7 anni più di Gigi. Federico è nato nel 1997, il 25 ottobre, quindi fra poco saranno 23 anni: 20 di differenza con Buffon. Allora papà e zio erano nel pieno della convivenza calcistica: Enrico arrivato l'anno prima della nascita di Federico. Gigi vestiva la maglia dal 1995. C'era anche Lilian Thuram, oggi papà di due ragazzi che, in Francia, hanno già incrociato il santone-portierone. Il bello della vita. Forse.

Buffon se l'è chiesto proprio quando gli è toccato affrontare Federico sul campo: lui 39enne in porta per la Juve e l'altro ventenne belligerante con maglia della Fiorentina. «La prima volta che gli ho giocato contro», ha raccontato Buffon, «ho pensato perfino di smettere». Poi ci ha ripensato: ed oggi gli tocca giocare con il figlio di papà. Federico figlio di papà: termine che non offende, soprattutto le persone intelligenti. E Buffon ne ha incrociati altri: i due Thuram appunto, Timothy Weah e ora toccherà pure a Daniel Maldini con il quale ha già scambiato la maglia. È capitato in febbraio, semifinale di coppa Italia: Gigi in porta e Maldini seduto tutto il tempo in panchina. Ma, alla fine, si è arricchita la collezione di maglie. Maglie di figli di papà, sapendo che lo chiameranno bonariamente zio.

Ed ora che Federico Chiesa gli darà il cinque dopo un gol, eviterà di farsi rovinare la giornata come capitato in quel Fiorentina-Juve finito 2-1, quando il ragazzino esultò per una rete non sua (la moviola mostrò che era di Badelj).

Chissà, quest'anno ci saranno altri figli di papà: da Simeone a Sottil si faccia avanti chi ha coraggio. E non si potrà più dire Vicino a Chiesa, lontan da zio. Versione riveduta e calcisticamente corretta di un detto ecclesiale.

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