"I calciatori di colore sono forti ma quando devono pensare..."

La rete svizzera Rsi caccia Eranio per il commento tecnico fatto durante il match tra Bayer Leverkusen e Roma. Ma lui: "Sono una persona perbene e non sono mai stato razzista"

"I calciatori di colore sono forti ma quando devono pensare..."

"Sono avvilito, sono una persona perbene e non sono mai stato un razzista". Stefano Eranio cerca di smorzare la "botta" dopo essere stato licenziato dalla rete svizzera Rsi per il suo commento tecnico - ieri sera durante il match tra Bayer Leverkusen e Roma - apparso ai più a sfondo razzista.

"I calciatori di colore sono forti fisicamente, ma quando c’è da pensare spesso sbagliano", la frase incriminata. Lo storico centrocampista del Genoa e del Milan (nonché azzurro) oggi commentatore tivù, ammette l’errore ma non accetta di essere tacciato "per quello che non sono, per razzista". "Sono avvilito - spiega all’Ansa - Non era mia intenzione offendere nessuno. Chi mi conosce sa come sono e adesso mi vogliono far passare per razzista per aver spiegato magari male una situazione tattica che tra l’altro coinvolgeva un giocatore, Rudiger, nato e cresciuto calcisticamente in Germania. Sicuramente è stato un errore tecnico però io volevo far passare il messaggio che se culturalmente i giocatori di colore imparassero la tattica in campo noi non vinceremmo una partita". Per la televisione svizzera di lingua italiana tanto è bastato a licenziare l’ex azzurro, che nei prossimi mesi si occuperà del progetto dei centri tecnici federali giovanili varati proprio sull’onda del "modello Germania" ("ma domani non sarò a Roma per il varo, avevo già deciso"): il motivo, incompatibilità con regole e deontologia della tv pubblica.

"Io mi prendo le mie responsabilità - controbatte Eranio - Se ho ho fatto passare un messaggio sbagliato me ne scuso, ma addirittura farmi passare per razzista non ci sto. Non voglio che sia infangato il mio nome, la mia persona come allenatore e come calciatore di un certo livello che ha giocato con tanti giocatori di colore, cito Desailly, che tatticamente è quello che ci fece fare il salto di qualità, e Weah. Sono del pensiero che i giocatori di colore non hanno mai curato l’aspetto tattico, non a caso non hanno mai vinto un Mondiale.

Questi - conclude Eranio - sarebbero da querelare, perchè non possono farmi passare per quello che non sono. Altri li avrebbe querelati, io no voglio essere superiore. Sono dispiaciuto per quanto successo ma spero che le persone capiscano. Non sono razzista e mi dispiace di avere dato questa impressione".

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