Kiwi contro la Luna. E volano colpi bassi

I padroni di casa cercano di approfittare dell'allerta Covid per cambiare le regole

Kiwi contro la Luna. E volano colpi bassi

Quella che sta scatenando Team New Zealand contro Luna Rossa è una azione antisportiva con pochi precedenti. Certo, nei secoli scorsi gli americani hanno fatto di tutto per vincere, ma da quando esistono le regate di selezione il Defender non aveva mai usato la mano così pesante. Approfittando dell'allerta Covid e del mini lock down imposto di 72 ore vuole cambiare, attraverso il braccio esecutivo di ACE America's Cup Event, il calendario della Prada Cup spostando in avanti le regate. Il calendario prevede ampiamente che ci siano delle giornate di recupero e nel tempo sono stati provati tutti i protocolli per poter regatare anche in condizioni di protezione dal virus, l'attuale livello 2 consente le regate senza troppi problemi, ma prive di pubblico. Proprio sulla necessità che la gente sia presente insistono i kiwi: la competizione andrà ripresa una volta che il pubblico potrà assistere, questo il senso. La Prada Cup deve invece per regolamento concludersi il 24, e vincerà chi ha il punteggio maggiore. Era già successo nel 2003, anche se il programma non era stato completato.

La malafede neozelandese si spinge ad accusare Luna Rossa di voler regatare quando chiede solo di rispettare le regole e i protocolli già definiti. Perché lo fa? Intanto per alzare il livello di pressione sul team italiano, e poi per avere più tempo per preparare la sua barca, che i blogger di Auckland hanno mostrato con issata una randa ampiamente illegale: sarà quello il prossimo cambiamento alle regole che i neozelandesi vorranno imporre?

Nel frattempo favoriscono anche il team inglese con cui hanno già stretto un accordo per la prossima edizione. Anche gli inglesi hanno bisogno di tempo per ritrovare la virata vincente e si sono accodati con piacere alle accuse di antisportività di Luna Rossa, pur di avere altro tempo per provare a sistemare ciò che non va. Luna che poi non sta chiedendo la Luna, bel gioco di parole, ma solo che le regole siano rispettate per fare tutte le regate possibili.

ACE si appella al pubblico, ma il vero pubblico non sono le poche centinaia di kiwi presenti a Auckland ma il pubblico televisivo: dopo essersi vantati di aver connesso oltre 120 paesi nel mondo, uno spostamento farebbe saltare tutti i palinsesti.

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