Verso Inter-Juventus. Parla Kovacic

Il 18enne nazionale croato pensa già alla supersfida di sabato

Verso Inter-Juventus. Parla Kovacic

nostro inviato a Appiano G.

Usa più sintesi nel parlare che nel giocare. E forse è un pregio. Diciotto anni e mezzo ma non li dimostra. Un inno alla maturità, nel senso di chi sa quel che dice e come lo dice. Ieri mattina, appena sbarcato ad Appiano, di ritorno dalle partite con la nazionale, nemmeno una smorfia. Intervista? Intervista. Pronto.
Un viso radioso, occhi che parlano, la lingua va in tedesco, croato e inglese. L'italiano? «Spero di aver tempo un bel po' di anni per impararlo» dice mettendo in chiaro l'orizzonte. Giramondo come il papà, che vagò tra Canada, Croazia e Austria, a Linz dove sposò la mamma, conosciuta in Bosnia, e dove Mateo ha iniziato a giocare a pallone. Mateo fa tutt'uno con la devozione religiosa. Kovacic chissà mai se un giorno sarà un marchio di garanzia calcistica. Quelli che finiscono in “Ic“ hanno pregi gladiatori e pedatori. Il paese, la Croazia, è stato un bel minestrone di eccellenze e qualità: Boban e Prosinecki, Boksic e Suker. Ora c'è Modric. Ed anche questo “Ic“ appena approdato in nazionale e all'Inter, nato nel segno del Toro che poi è un indice di qualità. Anche Moratti è del Toro. Sarà un caso se ha detto: «Kovacic è un tipo speciale»? Ma pure George Clooney, William Shakespeare e Andrea Pirlo. Gli sarà dolce naufragare in questo mare di talenti? Già anche Pirlo. Mateo se lo vedrà di fronte sabato pomeriggio. Inter-Juve è quanto di meglio il campionato gli possa offrire dopo il derby. E come non guardarsi nello specchio dell'architetto juventino? Mateo non ti regala grande soddisfazione. Corre ma tira poco in porta: anche nel parlare. E con Pirlo.....
«Siamo differenti. Io gioco il mio calcio. Devo imparare. Lo guardo, certo. È un grande».

Meglio Pirlo o Boban?
«Pirlo è uno dei più grandi in Italia, ma per i croati Boban è qualcosa di speciale. Grande personalità, grande giocatore».

Pirlo è un pericolo?
«Il pericolo è la squadra, non un giocatore».

Quindi la Juve...
«Gioca bene, ci sono anche due come Vucinic e Marchisio. Ha fatto un grande cammino in Champions ed ha un bravo allenatore. È davvero la miglior squadra d'Italia».

Differenze fra giocare in Croazia e qui?
«In Italia si gioca più veloce. Calcio fisico, tattico e devi mantenere la concentrazione».

Arriva all'Inter ed ecco la nazionale...
«L'Inter mi ha aperto tante porte. Forse non sarei arrivato subito in nazionale».

In Italia c'è pressione, Moratti l'ha pagato tanto, sente il peso di questa situazione?
«No, sono contento che l'Inter mi abbia scelto. Felice di essere qui. No, pressione no».

L'Inter si attende qualcosa, magari con la Juve.
«Certo, sarebbe importante vincere, sarebbe bellissimo».

La squadra deve pensare al piazzamento Champions, ce la farà?
«È un momento in cui non stiamo andando bene, ma se giocassimo come con il Tottenham potremmo farcela. Voglio dire, se giochiamo tutti al cento per cento. Dobbiamo giocare bene».

Contro Cluji e Tottenham ha mostrato la sua qualità...
«Voglio giocare meglio. Ho fatto vedere qualcosa, ma devo ancora dimostrare il resto».

Più giovane la Juve o l'Inter?
«Non sono bravo in aritmetica. Ma noi abbiamo buoni giovani, c'è anche Benassi».

In Italia vede calcio giovane o calcio dei vecchi?
«Ci sono bravi calciatori sui 23-24 anni. In assoluto dico El Shaarawy e Balotelli, anche Ricky Alvarez. Balotelli è un grande giocatore, fa molti gol. Ora è uno dei migliori in Italia».

Si farebbe la cresta?
«Ma no! Si figuri!».

In Italia c'è razzismo...
«Ho visto gli stessi problemi da noi. Brutte parole. Ne sa qualcosa Jorge Sammir, compagno di squadra e in nazionale».

Moratti dice che Kovacic è speciale. Che impegno...
«Lascio che dicano gli altri quel che c'è di speciale in me. Io ringrazio Moratti e sono felice che mi consideri così».

Nel 2009 si ruppe una gamba. Storia pesante?
«Doppia frattura, tibia e perone, operazione difficile, dieci mesi fermo. È stata dura. È stato difficile tornare. Ma ora è passata».

Kovacic, quando le dicono guerra cosa pensa?
«Ho parlato con i miei genitori di quello che è successo nei nostri Paesi. Ma è una cosa finita»

Mateo è un uomo di fede. Spesso indossa una maglietta con l'immagine di Gesù...
«Vero, la religione mi fa sentire a mio agio. È importante questo credo in Gesù».

Casa e Chiesa?
«Vado a Messa qui ad Appiano prima delle partite. Alla messa celebrata da Don Luigi. Casa? Per ora albergo insieme a Kuzmanovic. Poi arriverà la casa».

Lei, croato, benedice il calcio o il basket che dalle sue parti piace tanto?
«Mi piace il basket, ma preferisco il calcio. Mio padre giocava a basket».

Campione preferito?
«Modric con il quale ho giocato anche in nazionale».

I tre migliori della Juve?
«Pirlo, Vucinic, Buffon»

Il migliore dell'Inter?
«Zanetti». Come vedete ha già capito tutto.

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