Il Toro degli ex fa perdere il treno Champions all'Inter

Ljajic sfrutta un errore di Perisic, inutile l'assedio con palo di Rafinha. Spalletti è quinto: «Neanche con le cannonate...»

Il Toro degli ex fa perdere  il treno Champions all'Inter

Torino Il Toro non batteva l'Inter in casa addirittura dal 1994: un'era geologica fa, in pratica. Però, con una squadra zeppa di ex e Mazzarri in panchina lui pure avvelenato il giusto nei confronti della società nerazzurra, la prima e unica ad averlo esonerato in serie A - arrivava da due vittorie in fila e non si è fatto sfuggire l'occasione. Così, una squadra che fino a quindici giorni fa veniva aspramente contestata dal proprio pubblico ha imposto l'alt ai nerazzurri impedendo loro di sfruttare il ko casalingo della Roma contro la Fiorentina e, soprattutto, di subire il sorpasso della Lazio e perdere il quarto posto valido per la prossima Champions League. Di contro i tre punti conquistati permettono ai granata, giunti al terzo successo consecutivo, di poter mantenere viva la speranza di lottare fino alla fine per la settima piazza e quindi per la qualificazione all'Europa League: Adem Ljajic, uno dei tanti ex della partita, ha deciso l'incontro a una decina di minuti dalla fine del primo tempo deviando in rete un cross di De Silvestri dalla destra.

Un'azione, quella che ha portato il serbo a buttare la palla dietro le spalle di Handanovic, che è stata la conferma di quanto per l'Inter non fosse proprio giornata: scivolone di Brozovic in mezzo al campo, contropiede di Belotti (vincitore del duello a distanza con Icardi) inseguito da Perisic, tocco involontario dello stesso croato e palla perfetta per De Silvestri, con successiva rete del numero dieci granata. Il calcio è insomma anche questa roba qui: ok l'organizzazione, la tecnica e la tattica, ma poi alla fine possono decidere gli episodi. Bravo il Toro a crederci fino in fondo, sfortunata l'Inter che ha giocato una buona partita tornando però a casa con nulla in mano. Almeno un pareggio i nerazzurri lo avrebbero meritato («avessero anche vinto, non avrebbero rubato nulla», così Sirigu, numero uno del Toro e migliore in campo): l'imbattibilità della propria porta è invece andata a farsi benedire dopo cinque partite e quasi mezza, nel primo tempo la traversa ha detto no a Perisic (che in precedenza si era divorato l'1-0, non riuscendo a superare lo stesso Sirigu con un pallonetto che era parso agevole) e il palo ha poi fatto altrettanto nel finale con Rafinha. «Ci sono momenti in cui la palla non entra nemmeno con le cannonate così Spalletti - Rispetto ad altre volte, abbiamo avuto però meno pulizia nella circolazione di palla. Seconda occasione buttata via dopo il derby? Ci sono anche gli avversari, non è mai facile».

Sorrisino di circostanza e via, certamente insoddisfatto e con un solo punto conquistato negli ultimi 180'. Dopo un siparietto a fine gara in cui ha faticato a darsi la mano con Mazzarri («lui è uno che ha sempre timore anche quando vince», il parere del tecnico interista), chiarendosi poi in spogliatoio.

«Rivincita nei confronti dell'Inter? Assolutamente no il parere dell'attuale allenatore granata - La mia carriera e anche i numeri parlano: in nerazzurro è stata una bella esperienza. Conta solo che il Toro abbia giocato una grande partita contro la quarta forza del campionato».

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