Vetralla, nelle cantine scorpacciata «dialettale»

Vetralla, nelle cantine scorpacciata «dialettale»

Loredana Gelli

Fiori alle finestre e cene in cantina. Ecco l’invitante manifestazione che ha in serbo per questo week-end Vetralla. Distesa alle falde dei Monti Cimini, la cittadina ci svela tutti i segreti di un’antica tradizione culinaria e, per farlo, ha ideato una manifestazione enogastronomica. Nelle cantine del centro storico, aperte per l’occasione, grandi tavole imbandite offrono al visitatore il meglio dell’arte culinaria locale: «Ntrujo ghiotto del compare popo», «Pasta de casa col sugo bono», «Conijo ’nsalmì o trippa si te pare», «Lombriche con la guanciola». Il menù dialettale preannuncia una vera delizia per il palato. E per gli occhi, sbandieratori, artisti di strada e spettacoli folcloristici.
Lo storico Serafini, attorno al 1648, annoverava tra i fondatori di Vetralla, addirittura Noè e la sua progenie, stanziatisi dopo il diluvio universale proprio sulle fertili terre viterbesi. Se ci affidiamo a fonti storiche e ai numerosi reperti archeologici, scopriamo che i primi insediamenti furono ad opera di genti umbro-italiche che si stanziarono in un pagus villanoviano e che, soprattutto nel periodo etrusco e, poi, in quello romano, si svilupparono centri maggiori come il Forum Cassii, sulla via consolare Cassia. Quest’ultimo fu un importante punto di stazionamento, soprattutto nel periodo medievale, frequentato da imperatori, pellegrini, soldati e mercanti diretti a Roma e in Terra Santa. Fu attorno al 728 che vide la luce, sullo sperone roccioso che domina la Valle Caiana il Castrum Vetrallae, oggi Rione Castello. In seguito grandi e potenti famiglie esercitarono il loro dominio sulla città: prima gli Orsini e, dal 1345 i Prefetti Di Vico. Passata sotto la giurisdizione della Santa Sede, Vetralla visse un periodo di prosperità sotto la reggenza di Alessandro Farnese al quale si deve la riqualificazione del vecchio borgo.
A Vetralla si entra attraverso un breve viale di platani. Nel lato d’ingresso si scorge la bella chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, la Rocca dei Prefetti di Vico, nella Piazza della Rocca e, sulla Cassia,il Palazzo Franciosoni, della scuola del Vignola. Poco dopo si apre piazza Umberto I, adorna di due fontane settecentesche e sulla quale si affaccia il Palazzo Comunale. Oltre a Palazzo Vinci e Palazzo Piatti, si può ammirare, tra vicoli paralleli, la Chiesa di San Francesco, uno dei più importanti monumenti del paese. Cinque sono gli itinerari che vi suggeriamo per apprezzare appieno le bellezze del posto: l’itinerario etrusco, per scoprire il fascino delle antiche necropoli di Norchia, Grotta Porcina e Cerracchio; l’itinerario medievale, per ammirare pregevoli tele e cripte romane; l’itinerario della via Francigena dove sono visibili interessanti monumenti sepolcrali; l’itinerario religioso dal Convento di Sant’Angelo e dall’Eremo di San Girolamo fino alla Chiesa Madonna della Folgore e, infine, l’itinerario naturalistico-ambientale per immergersi nel verde del Monte Fogliano.

Per seguirli, l’ufficio turistico mette a disposizione personale specializzato e guide con le quali avventurarsi nei sentieri attrezzati in mountain-bike o affrontare escursioni più impegnative. Per info 0761460006-8, 0761477215 o 0761477337.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica