Allergie alimentari in aumento: in Europa ne soffrono 17 milioni di persone

Aumentano i pazienti affetti da allergie alimentari e ben 3,5 milioni di loro hanno meno di 25 anni.L'allarme lanciato dal Food Allergy and Anaphylaxis Meeting dell'European Academy of Allergy and Clinical Immunology (EAACI), in corso a Venezia in questi giorni.

Sono sempre di più le persone che in Europa soffrono di allergie alimentari. Un vero esercito che conta ben 17 milioni di individui, di cui 3,5 milioni con meno di 25 anni. Patologie che possono rivelarsi in casi estremi fatali se per sbaglio viene ingerita la sostanza "incriminata" magari in modo inconsapevole. Basta un pò di formaggio nel sugo o magari tracce di nocciole tritate nel dolce.
I dati sono stati diffusi in occasione del Food Allergy and Anaphylaxis Meeting dell'European Academy of Allergy and Clinical Immunology (EAACI), in corso a Venezia fino al 19 febbraio, secondo cui il numero di allergici e' in continua crescita.
«Le reazioni allergiche appaiono in continuo aumento, probabilmente a causa di cambiamenti nutrizionali, di esposizioni ambientali a fattori come per esempio il fumo di sigaretta. In genere per modifiche dello stile di vita in grado di influenzare il corretto funzionamento del sistema immunitario», spiega Maria Antonella Muraro, presidente del congresso e responsabile del Centro dedicato allo Studio e alla Cura delle Allergie e delle Intolleranze Alimentari, operativo nella Regione Veneto presso l'azienda ospedaliera dell'Università di Padova.
La Muraro spiega che spesso è a causa della «mancata esposizione fin da piccolissimi a particolari fattori batterici» che viene ridotta «la possibilità che il nostro sistema immunitario riconosca che cosa è innocuo e cosa non lo è, scatenando una risposta anche nei confronti di proteine presenti nei cibi e generalmente tollerate dal nostro organismo».
Le allergie mettono in una condizione di vita quotidiana difficile soprattutto i più piccoli. La vita dei bambini che soffrono di allergie alimentari infatti è molto più complicata. Il rischio è che molti di loro finiscano per isolarsi dai coetanei e non partecipino neppure alle festicciole di classe. Una ricerca in questo senso è stata condotta sempre dal Centro dell'Università di Padova su 107 piccoli pazienti e sulle loro mamme. L'indagine ha cercato di capire l'atteggiamento verso il cibo dei bimbi allergici e anche il loro comportamento alimentare, per avere una prospettiva sull'influenza della patologia sulla loro qualità di vita.I pazienti coinvolti sono stati suddivisi in due gruppi in base all'età (zero-cinque anni e sei-undici anni) per poi sottoporre alle mamme un questionario dettagliato.
«Le risposte evidenziano che questi piccoli spesso presentano gravi difficoltà a venire a patti con la malattia, che influenza pesantemente le scelte di ogni giorno - commenta la Muraro, responsabile della ricerca - Il 17 per cento dei bambini, indipendentemente dall'età, non va mai alle festicciole per paura di venire in contatto con tracce di cibi proibiti e fra quelli che comunque vengono accompagnati alle feste o alle merende fra amici, il 24 per cento e' costretto a portare da casa qualcosa da mangiare, per essere certo di non incappare in uno shock anafilattico.

Questi comportamenti riflettono anche le paure dei genitori dei bimbi allergici, che si sono dimostrati essere a maggiore rischio di ansia e difficoltà emotive. Tale atmosfera di continuo allarme mina la possibilità dei piccoli pazienti di crescere e vivere serenamente le normali esperienze di vita, al pari dei loro coetanei».

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