Ancelotti: "Il Milan senza di me farà bene. Ma senza Kakà..."

L'ex tecnico rossonero, ora al Chelsea, fa il pronostico al campionato: "Con questa Juve e con Leonardo al mio posto per l'Inter sarà durissima. Ma sostituire Ricky e Maldini non sarà facile"

Ancelotti: "Il Milan senza di me farà bene. Ma senza Kakà..."

Caro Ancelotti, è vero che a Londra è già diventato Carlo II d'Inghilterra?
«Non scherziamo. Ho iniziato bene, questo sì: tre sfide, tre vittorie. E francamente l'ho anche sperata e preparata una partenza così per saltare agevolmente i primi ostacoli. Ho avuto la fortuna di lavorare con un gruppo che è rimasto intatto rispetto all'anno prima. I nuovi acquisti sono in pratica solo due: Zhirkov, che non ha mai giocato, e un giovane di successo che stava nel City».

Rimpianti per non essere riuscito a prendere Pirlo?
«Vuol sapere la verità? Il Chelsea non ci ha mai provato veramente perché fin dal giorno del primo sondaggio, il Milan ha sempre classificato Pirlo come incedibile».

Lo sa che a Milanello c'è un gruppo d'ascolto per le sue partite?
«So che mi seguono in tanti con simpatia, non solo a Milanello. Un mio amico, dopo la terza rimonta, mi ha scritto: prima li illudiamo, poi li stendiamo».

Sbagliamo o martedì ha vinto con l'alberello di Natale, facendo entrare Ballack e Deco?
«Ballack è un professionista coi fiocchi. Certo di alberello si è trattato e magari all'inizio l'allenatore inglese è rimasto un po' spiazzato. Ma tra un po' troveranno le contromisure».

Vogliamo provare a descrivere la differenza essenziale tra il calcio italiano e la Premier league?
«La prima sorpresa è stata l'intensità con cui le squadre inglesi si allenano e giocano le partite. Danno tutto, dal primo all'ultimo minuto. E per farlo si allenano sodo. La seconda sorpresa è la mancanza di pressione: gli stadi, tutti molti belli, sono pieni, non ci registrano incidenti, anche nelle occasioni più clamorose le polemiche durano 10 minuti. Le cito un episodio: martedì scorso, non c'era la possibilità di parcheggiare il pullman della squadra dentro lo stadio e siamo andati a piedi lungo gli ultimi 200 metri passando tra due ali di tifosi locali senza alcun timore. Da noi, in Italia, sarebbe possibile ma a rischio della propria incolumità».

La conosce l'ultima polemica made in Italy? Mourinho ha preso cappello per il pronostico di Lippi targato Juve. Condivide?
«Se permette, voglio farlo io il pronostico».

E cioè?
«Dico che il Milan sarà competitivo fino in fondo al campionato. Glielo auguro per amicizia, per affetto e per la stima che ho di tutti, calciatori e staff tecnico».

Dice Arrigo Sacchi che bisogna dimenticare il passato, le vittorie con Carletto...
«E invece no. Da quelle si possono trarre lezioni utilissime per gestire i momenti difficili e quelli esaltanti».

Qual è stato l'ultimo consiglio dato a Leonardo?
«Di lavorare con passione, senza risparmiare una sola energia».

A Siena, squalificato Huntelaar, ci sarà da decidere tra Inzaghi e Borriello: cosa farà Pippo in queste ore?
«Secondo me Pippo è pronto. E vedrete che comincerà a spedire sms all'allenatore».

Dei tre grandi assenti, Ancelotti, Kakà e Maldini, chi mancherà di più al Milan?
«Un allenatore non cambia la vita, possono allenare in tanti. Maldini e Kakà invece sì».

Nesta è tornato giusto in tempo...
«L'avevamo capito nel finale della passata stagione».

Allora il famoso pronostico scudetto?
«Juve e Milan renderanno la vita durissima all'Inter».

E in Champions?
«Se permettete io punto sul Chelsea. L'ho sempre detto: la coppa dei Campioni è un'altra musica».

E il Real Madrid?
«Ha grandi solisti ma deve diventare un'orchestra: non credo sia un compito semplicissimo».

Differenza tra arbitri inglesi e italiani...
«Qui fischiano pochissimo. E non spezzano il gioco. Credo che sia la richiesta formulata anche da Collina. Finalmente».

Il presidente Berlusconi ha teorizzato la necessità di ridurre gli stipendi almeno del 50%: condivide?
«Per quelli già firmati non è possibile, per i prossimi sarebbe una cosa buona e giusta. Darsi una regolata è interesse supremo del sistema».

Nazionale e oriundi: favorevole o contrario?
«Io sono un tradizionalista. In azzurro devono giocare gli italiani».

Ma per Camoranesi hanno fatto un'eccezione...
«E allora fate decidere al Ct e ai dirigenti federali».

Chi sarà la squadra rivelazione del campionato?
«Voglio essere di parte anche qui: il Parma».

E la consacrazione tra i giovani?
«Punto tutto su Marchisio».

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