
Pirelli si prepara al cda di domani mercoledì 26 marzo che non dovrà soltanto approvare il bilancio 2024 ma anche esaminare i possibili effetti della guerra commerciale lanciata da Donald Trump che potrebbero portare a un riassetto nell’azionariato. Il socio di maggioranza relativa (ha il 37%) del colosso di pneumatici, infatti, è Sinochem che è cinese e rientra fra le società impattate dai dazi americani e soprattutto dalla nuova normativa Usa, entrata in vigore settimana scorsa, che colpisce il comparto auto vietando la vendita o l’importazione di veicoli connessi che utilizzano hardware o software di aziende legate a Pechino o a Mosca.
Le vendite del sistema hardware e software cyber tyre di Pirelli negli Usa sarebbero a rischio a partire dal 2027.
I possibili scenari sono per ora solo ipotesi, ma è plausibile il pressing dei manager in difesa delle strategie di sviluppo del gruppo e per trovare soluzioni che potrebbero essere una nuova governance della società (con più paletti per Sinochem) oppure un rimpasto nell’azionariato. Tradotto: c’è chi scommette che l’azionista Sinochem venga sollecitato a ridurre la propria quota nella società, per evitare possibili conseguenze negative negli Stati Uniti. La soluzione potrebbe quindi essere una nuova governance aziendale, oppure un rimpasto nella compagine azionaria.
Secondo alcuni analisti, un impatto potrebbe non esserci nel breve termina ma la nuova legge americana potrebbe costringere i due principali azionisti di Pirelli a trovare una soluzione in termini di governo societario.
Per il gruppo milanese sarebbero infatti a rischio i piani di sviluppo sul mercato Usa del duo hardware e software Cybertyre che consente il dialogo fra gli pneumatici e i sistemi di controllo dell’auto. Per ora si tratta comunque di un business che vale poco meno dell’1% per il gruppo milanese e, prudenzialmente, non è neppure considerato nei target del piano industriale.
Il gruppo della Bicocca finora si è sempre limitato ad affermare che "la società si adeguerà alle leggi come ha fatto e fa in ogni Paese in cui opera". Pirelli deve fare anche i conti con la crisi del settore auto, testimoniata anche questa mattina dal calo delle vendite di nuove auto in Europa, che a febbraio hanno registrato un -3,1 per cento.- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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