Bankitalia, Fini accusa: i vertici di maggioranza politicizzano l'istituzione

Il presidente della Camera sulla questione della nomina del successore di Draghi a Bankitalia: "Sottoporre a mediazioni politiche, fare riunioni di maggioranza significa rischiare di politicizzare un’istituzione che ha nell’autonomia la sua ragion d’essere" 

Bankitalia, Fini accusa: 
i vertici di maggioranza 
politicizzano l'istituzione

Legge elettorale e nomina del presidente della Banca d'Italia. Su questi temi il presidente della Camera, Gianfranco Fini non ha lesinato commenti. Infatti, per quanto riguarda la prima questione, il leader di Fli ha auspicato che venga cambiata, "non necessariamente" attraverso la celebrazione del referendum, ma piuttosto in Parlamento. "Come sempre, il Capo dello Stato ha detto parole assolutamente condivisibili", ha detto Fini a margine della celebrazione per i 35 anni dalla Fondazione di Villa Maraini.

"L’attuale legge elettorale ha rotto il rapporto tra eletto e elettore. Va cambiata. Un milione e 210mila firme sono la dimostrazione di una volontà e una partecipazione di tanti cittadini. Adesso mi auguro che si riesca per davvero a cambiare la legge, non necessariamente attraverso il referendum, ma anche attraverso il lavoro che dovrà svilupparsi in Parlamento".

Sul secondo argomento invece il presidente è stato più caustico e ha lanciato una frecciata alla maggioranza.

"La convocazione di un vertice di maggioranza per scegliere il nuovo governatore della Banca d’Italia rischia di minare l’autonomia di questa istituzione", ha spiegato il presidente della Camera, aggiungendo che "è inverosimile come non ci si renda conto che sottoporre a mediazioni politiche, fare riunioni di maggioranza su un tema come l’indicazione del Governatore della Banca d’Italia, che ai sensi di legge spetta unicamente al presidente del Consiglio, significa rischiare di politicizzare un’istituzione che ha nell’autonomia la sua ragion d’essere, come la Banca d’Italia".

 

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