In Campidoglio arrivano i «grillini» E la sinistra trema

Sul MeetUp «Amici di Beppe Grillo» di Roma se ne parla da una settimana e ormai i tempi sembrano maturi. I «grillini» sul blog stanno raccogliendo il suggerimento del comico-capopopolo genovese e si preparano a salire in Campidoglio per partecipare come uditori alle sedute dell’aula Giulio Cesare. L’appello di Grillo è stato rilanciato sul blog da un utente che si firma Dario Tamburano Zazzaro: «Grillo continua a stimolarci per chiederci di andare ai consigli comunali e far sentire il fiato sul collo ai nostri dipendenti - dice Dario -. Chi se la sente?». La richiesta non è caduta nel vuoto, e ha ricevuto un coro di consensi, tanto che già dalle prossime sedute potrebbe materializzarsi in aula una pattuglia di seguaci di Grillo. «Io me la sento - risponde sul blog un utente che si firma Raffaele Fanelli - mi vedo già la scena: 100 grillini armati di maglietta V-day in consiglio comunale». L’obiettivo dell’iniziativa, dice un utente che si firma Marco Ricci: «Partecipare in blocco con le magliette acquisisce un significato politico di vigilanza. Se poi andassimo anche a chiedere ai consiglieri e agli assessori di rendere pubblico il certificato penale potremmo lanciare su Roma l’operazione “Comune pulito”».
Da parte loro i consiglieri comunali si dicono favorevoli ad aprire le porte dell’aula ai «grillini». Destra a sinistra non pone veti allo «sbarco» in aula Giulio Cesare. Ma c’è chi lo fa senza riserve, chi invece mostra insofferenza. «Magari venissero - dice il capogruppo di Forza Italia Michele Baldi -. Li invoco da anni». Allo stesso modo la pensa Marco Marsilio, presidente del gruppo di An: «Non vedo l’ora - afferma -. Magari venissero a migliaia in aula. Qui avviene tutto alla luce del sole». Non mancano i distinguo. Così ad esempio il capogruppo dell’Ulivo, Pino Battaglia, che non risparmia una frecciata agli intenti moralistici del movimento: «Un consigliere comunale non ha benefit, non ha vitalizi, guadagna pressappoco 2mila euro al mese.

E poi non è nominato, ma eletto. Magari è tra loro che c’è qualcuno che fa parte di qualche casta». «Vengano pure a vedere che stiamo qui a lavorare 12 ore al giorno - gli fa eco il capogruppo dei Verdi Bonessio - per 2mila euro e senza contributi».

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