La Capitale blinda i cieli con gli «angeli custodi»

Aerei ed elicotteri saranno in grado di rilevare ogni oggetto volante

da Roma

Si chiamano Smi (Slow movers interceptor) gli «angeli custodi» che veglieranno dal cielo sul presidente Bush in visita a Roma. Sono gli aerei e gli elicotteri intercettori dell’Aeronautica militare equipaggiati per intervenire a quote anche molto basse, in prossimità dei centri abitati e soprattutto a velocità ridottissima, contro possibili minacce derivanti da piccoli aeromobili o ultraleggeri, facilmente occultabili ai radar.
Fanno parte dello straordinario dispositivo di sicurezza messo a punto per proteggere lo spazio aereo che sovrasta la capitale, dal quale si teme possano arrivare potenziali pericoli per il presidente degli Stati Uniti. Altra precauzione l’emissione di un «notam» (avviso per la navigazione aerea) che vincola e limita il traffico aereo nei due giorni, l’8 e il 9 giugno, in cui Bush e la sua folta delegazione si tratterranno nella capitale. Una procedura già usata in occasione di eventi importanti, quali il summit Nato-Russia di Pratica di Mare e i funerali di Giovanni Paolo II, parte integrante delle cosiddette operazioni Jupiter, di protezione dello spazio aereo legate a specifici eventi, coordinate dal Comando operativo delle forze aeree di Poggio Renatico.
I dettagli di come sarà garantita l’incolumità del presidente lungo le strade della capitale saranno messi a punto stamattina durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza convocato per l’occasione dal prefetto Achille Serra. Del piano si è già discusso ieri al Viminale anche con i rappresentanti della sicurezza americana, in Italia già da giorni. Ogni spostamento di Bush verrà preceduto da un’accurata bonifica dei luoghi dove transiterà il corteo presidenziale, oggi saranno pianificati tutti i percorsi ufficiali e quelli alternativi, che potrebbero essere intrapresi in caso di necessità. Tra i 6mila e gli 8mila gli uomini impiegati per presidiare le zone coinvolte nelle 36 ore di visita, dall’aeroporto di Fiumicino a Villa Taverna, la residenza dell’ambasciatore americano ai Parioli dove alloggeranno Bush e first lady. Entro oggi dovrebbe essere presa anche la decisione definitiva sulla visita di Bush a Trastevere. Secondo il programma ufficiale, infatti, dopo aver incontrato Papa Benedetto XVI in Vaticano e prima di andare a Palazzo Chigi per vedere il presidente del Consiglio Romano Prodi, il presidente dovrebbe visitare la basilica di Santa Maria in Trastevere e la vicina Comunità di Sant’Egidio. Una tappa, quella nel cuore di Roma, che preoccupa molto l’intelligence per le difficoltà logistiche rappresentate da un quartiere costituito da una fitta rete di vicoli e stradine a senso unico, abitato da oltre 100mila persone.
Non è affatto facile, infatti, garantire la bonifica dell’area. Per farlo sarebbe necessario chiudere l’intero quartiere già da venerdì mattina per permettere agli uomini della sicurezza di sigillare tombini e cassonetti, rimuovere le auto e togliere i tavolini di ristoranti e locali. È stato pensato anche di installare un tunnel prefabbricato in tela per consentire all’auto del presidente di transitare da piazza Santa Maria in Trastevere alla vicina Comunità di Sant’Egidio senza essere troppo visibile. Ma non è ancora detto che questo escamotage sia sufficiente a garantire i requisiti minimi di sicurezza alla «passeggiata» presidenziale per le vie di Trastevere.

Alla Comunità di Sant’Egidio, a dispetto delle preoccupazioni dell’antiterrorismo che danno la visita di Bush a Trastevere ancora in forse, tutto è pronto per ricevere il presidente Usa. «In passato abbiamo già ricevuto altri capi di Stato e per ben due volte Giovanni Paolo II», rassicura il portavoce della Comunità, Mario Marazziti.

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