«La classe morta» rivive alla Triennale

È il dramma del ’75 che Kantor realizzò nel teatro dell’Arte

Luciana Baldrighi

La memoria, il sentimento dell’infanzia e l’onnipresente concetto di morte sono il contenuto della materia drammatica dell’opera di Tadeusz Kantor che amava definire la sua creazione preferita, «La classe morta», una seduta drammatica.
Così la Triennale di Via Alemagna 6 ha voluto ricordare questo artista a trent’anni dalla sua più importante opera che realizzò anche nel Teatro dell’arte della Triennale stessa, seduto in un angolo del palcoscenico, in uno spazio buio alla luce di una semplice lampadina.
La scomparsa del maestro polacco avvenuta quindici anni fa, l’8 dicembre 1990, ha dato vita a una serie di eventi voluti dal presidente dell’Ente di via Alemagna che non sono solo teatro, a partire da una mostra composta da 24 disegni originali, due installazioni originali sempre dello stesso Kantor e una proiezione del primo video documento con la ricostruzione integrale del celebre spettacolo «La classe morta», capolavoro mondiale.
Rappresentata dal Teatro Cricot 2 di Cracovia per la prima volta il 15 novembre 1975, «una perfetta macchina teatrale della memoria», così l’amava definire il drammaturgo che l’aveva studiata in una cantina di un palazzo cinquecentesco dove aveva sede la Galeria Krzysztofory, luogo abituale d’incontro di pittori, teatranti e artisti in generale.
Lo spettacolo che fino al 5 febbraio possiamo ammirare alla Triennale di Milano a cura di Anna Halczak e Franco Laera, è stato rappresentato più di un migliaio di volte nei teatri di tutto il mondo ma non è mai stato registrato integralmente. In mostra si potrà ammirare anche la proiezione del primo documento con la ricostruzione integrale del primo spettacolo. In questo caso è stato utilizzato un filmato del 1976 di rara reperibilità con registrazioni frammentarie effettuate nel corso delle rappresentazioni in tempi e luoghi diversi raccolte in quest’ultimo anno. (Per informazioni telefonare allo 02/724341. Ingresso 8, 5,50, 4 Euro).
Un film di Andrzej Wajda liberamente ispirato allo spettacolo e una registrazione effettuata senza pubblico in uno studio televisivo di Parigi rappresentano la novità. In questo modo l’intera opera di Kantor è stata restituita in tutta la sua integrità grazie alla preziosa collaborazione con il CRT Artificio: pellicole restaurate e cliptate per offrire un documento originale nella sua integrità sulla base della prima partitura dello spettacolo scritta da Kantor stesso. Si tratta di 122 minuti di pellicola in bianco e nero e a colori. Tra i 21 attori anche Maria Stongret, parente di Kantor. Il tutto grazie anche a un contributo del Centro di documentazione dell’opera di Tadeusz Kantor. La ricostruzione dello spettacolo basato su un copione originale di Kantor è merito della Pisma: Teatr Smerci. Il filmato è stato digitato ed editato presso la V/Factory-Change Performig Arts-Milano per merito di Andrea Bianchi e Matteo Massocco.


A sottolineare l’eccezionalità dell’evento, la proiezione s’interseca dal vivo con alcuni testi di Tadeus, in parte inediti affidati all’attore Gian Battista Storti che a lungo ha fatto parte del Teatro Cricot 2. Storti accompagna l’evento dal vivo con le parole di Kantor tutti i pomeriggi dalle 14.30 alle 20.30 e la mattina per le scuole su prenotazione.

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