«Compagni» a scuola, arriva la polizia

«Compagni» a scuola, arriva la polizia

Federica Pelosi

Compagni di scuola? No, «compagni» a scuola. Per gentile concessione della preside, accorsa in aiuto dei colleghi di partito, i Ds, sprovvisti di una sede in cui riunirsi. Alassio, le 21 dell’altra sera. Si accendono le luci sulla riunione della sezione locale dei Ds. Lorena Nattero, preside delle scuole medie e iscritta, concede le aule ma dimentica di avvertire il Comune, proprietario dell’immobile. È subito putiferio. Perché un esponente di An passa di lì e se ne accorge. Avverte il sindaco. Pochi minuti e arriva la polizia, che identifica i politici in riunione. Con il suo «fiorelliano» invito alla «Stasera vi ospito io» la professoressa va fuori tema. Suscitando le ire dell’amministrazione che, pur essendo proprietaria e responsabile dell’edificio, non era stata avvisata.
«Sono stato io - racconta Roberto Socco di An - ad accorgermi che, in un’ora quantomeno strana per lo svolgimento di qualsiasi attività didattica, le nove di sera, la scuola era aperta. E così ho fatto ciò che la preside si era preoccupata di non fare: avvisare il sindaco». La palla passa subito alle forze dell’ordine, che prendono le generalità dei presenti. «Perché non si possono utilizzare edifici pubblici per scopi personali - attacca Socco -. Ed è ora che la signora Nattero, che non è nuova a episodi simili, se ne renda conto. Mai e in nessun altro luogo sono accadute cose del genere». Adirato, il sindaco alassino, Marco Melgrati, avrebbe già preparato una lettera da indirizzare al Provveditorato agli Studi e alla Procura della Repubblica, per denunciare il comportamento della preside diessina.
«Lo stesso stiamo facendo noi come partito - avverte Socco -.

Visto che in Italia dovrebbero vigere le regole della democrazia, allora anche An ha diritto di riunirsi nelle scuole? Aspetto la risposta dal Provveditorato. E un segnale di saggezza e pudore dalla preside affinché non si ripetano più fatti del genere».

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