“Risultava in sala operatoria ma…”. Indagato il chirurgo del Papa

Sergio Alfieri risulta iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma con l'accusa di falso in atto pubblico. Per due volte ha operato il Papa all'addome. "Sono sereno", è stato il suo unico commento

“Risultava in sala operatoria ma…”. Indagato il chirurgo del Papa
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Il chirurgo del Papa, Sergio Alfieri, è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma con l'accusa di falso in atto pubblico. Nel corso delle indagini sarebbe emerso che il professionista avrebbe firmato il registro degli interventi operatori senza essere fisicamente presente in sala. Non era, quindi, lui a operare i pazienti, che si affidavano alle sue cure, ma altri professionisti facenti parte della sua equipe, sicuramente validi come medici, ma non erano lui. I fatti accadevano all'ospedale Gemelli di Roma, uno dei più noti della Capitale anche a livello internazionale, dove si curano personalità di spicco e anche il Santo Padre. "Sono molto sereno", è stato l'unico commento fatto dal medico all'Ansa.

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A darne notizia è il quotidiano La Stampa, secondo il quale l'indagine dei NAS è partita da alcune voci circolate all'interno dell'ospedale, sempre più insistenti, che riferivano della presenza contemporanea del chirurgo in diverse sale operatorie. Come poteva, Alfieri, firmare le operazioni di diversi pazienti allo stesso orario? Partendo da questa domanda, gli investigatori hanno acquisito la documentazione clinica, comprensiva di cartelle e faldoni, direttamente dalla direzione sanitaria. L'obiettivo dell'operazione era quello di incrociare i dati a partire da luglio 2022. L'ipotesi fatta dalla procura è che con un sistema collaudato il chirurgo riuscisse a effettuare diversi interventi in regime privato. Ci sarebbero anche risultanze, stando a quanto afferma il quotidiano torinese, di registri di sala operatoria firmati dal chirurgo negli stessi momenti in cui, però, risultava presente a convegni e riunioni interne all'ospedale Gemelli.

Alfieri è un chirurgo stimato e apprezzato, sia all'interno della comunità sanitaria del nosocomio romano sia all'esterno. La sua fama lo precede anche perché, negli ultimi anni, è stato lui a effettuare alcuni interventi chirurgici delicati sul Papa. In particolare, sono stati due gli interventi all'addome che ha eseguito sul Santo Padre, che in lui sembra abbia una grandissima fiducia. Ora saranno gli inquirenti a capire cosa sia realmente successo in quella rete di documenti e di testimonianze che siano state accertate. Ma, soprattutto, dovranno anche verificare che i vertici dell'ospedale Gemelli non fossero a conoscenza di quanto emerso. Infatti, sebbene pare che questo fosse uno degli argomenti più quotati all'interno degli uffici, delle sale mediche e delle sale d'aspetto, pare che il management ospedaliero fosse all'oscuro della vicenda. L'indagine è ancora in corso e non è escluso che il percorso sia ancora lungo per acquisire tutta la documentazione sul caso.

"Come finisco con lei torno in sala operatoria: continuerò a fare la mia vita di sempre.

Sono molto sereno e e molto trasparente in quello che faccio: e non cambio una virgola in quella che è la mia vita quotidiana", ha detto l'uomo intervistato dal Tg1, che in merito alle accuse ha spiegato: "Io lavoro in equipe, se non facessi così non potrei operare tutti i pazienti che si rivolgono a me, io non faccio un intervento dall'inizio alla fine, non taglio dall'inizio col bisturi e non metto i punti alla fine, faccio la parte centrale. Questo è un delitto?". Si è detto dispiaciuto per le accuse sia per i suoi figli che per il Santo Padre.

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