Bari, cane sbranato dai cinghiali. È allarme in città

A lanciare l'allarme un gruppo di veterinari dell'"Ospedaletto San Paolo". Timori per la pubblica incolumità, soprattutto dei bambini

Bari, cane sbranato dai cinghiali. È allarme in città

" Mi sa che è meglio che tutti sappiano, che tutti vedano! Stanotte, aggressione da cinghiali, sempre più affamati! State attenti, voi i vostri cani ed i vostri bimbi. Io ed i miei colleghi, non credo avessimo visto mai nulla di simile!!!!".
Sono queste le parole d'allarme che un gruppo di veterinari della clinica "Ospedaletto San Paolo" di Bari ha pubblicato sulla sua pagina Facebook insieme ad alcune immagini raccapriccianti.
Un cane è stato letteralmente sbranato da un branco di cinchiali affamati che si aggira in città. Purtroppo per l'animale non c'è stato nulla fare. Le interiora erano completamente fuoriuscite e inutili sono stati i soccorsi veterinari.
Questo cane diventa così il simbolo dell'emergenza cinghiali. Se ne parla già da un po', ma mai nessuna immagine, come questa, ha dato idea di che cosa significhi "emergenza".


A marzo scorso il Giornale.it aveva intervistato Michele Lacenere, presidente di Confagricoltura della provincia Bat e di Bari. Lacenere aveva messo in evidenza le conseguenze sull'agricoltura della presenza fuori controllo dei cinghiali.
Ma è evidente che a pagare i danni sono anche gli animali e, come sottolineano i veterinari, potrebbero essere anche le persone.
I cinghiali sono stati dapprima tutelati nel rispetto della legge-quadro che regola la caccia in Italia secondo cui "la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale".
Qualcosa per la tutela dell'agricoltura, dell'allevamento e dell'incolumità delle persone si sta muovendo in Puglia.
L'Arif (l'agenzia regionale pugliese per le opere irrigue e forestali), e il Parco nazionale dell'Alta Murgia hanno deciso di gestire insieme un sistema di cattura dei cinghiali nell'area protetta, con la collaborazione del dipartimento di Biologia dell'Università di Bari e dei carabinieri forestali in servizio nel Parco. È stata infatti firmata a dicembre scorso una convenzione. Nel territorio del Parco sono stati montati e già dislocati sei 'Corral', recinti per la cattura degli ungulati (mammiferi di cui fanno parte i cinghiali) la cui presenza è, appunto, sempre più massiccia sul territorio e rappresenta un pericolo per l'uomo.

Si tratta di una risposta alle esigenze di sicurezza dei cittadini del Parco e un primo intervento per arginare i disagi degli operatori economici e degli agricoltori e allevatori che gestiscono attività economiche nell'area protetta.

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