Dal burqa alla batoolah: polemiche sul ruolo della donna nell'islam

Il dibattito su un oggetto di ottone da alcuni assimilato al burqa. "Strumento di oppressione". La risposta: "Solo un simbolo culturale"

Dal burqa alla batoolah: polemiche sul ruolo della donna nell'islam

Non bastava il burqa. Nei paesi a maggioranza salafita, infatti, sarebbe di moda un nuovo attrezzo che in qualche modo umilia la donna: la "batoolah". Si tratterebbe di un oggetto in ottone che, secondo quanto scrive Souad Sbai su Libero, impedisce alla donna di parlare. La notizia riportata da Sbai ha sollevato però un polverone di polemiche.

Sulla vera natura della batoolah, infatti, è intervenuto anche Sherif El Sebaie, opinionista di Panorama. "Gira sul web - ha scritto su Facebook - l'immagine di una donna con quello che viene definito "museruola", "mordacchia" etc etc. Va bene la battaglia contro veli e burkini ma a tutto c'è un limite. Quello che viene spacciato per "nuova museruola" fa parte degli abiti tradizionali del golfo da secoli. Ovvio che rientra nella categoria "velamento della faccia", ma non è più né meno che un accessorio tribale antichissimo che si chiama batoolah, che oggi portano solo le anziane e le popstar nelle videoclipira sul web l'immagine di una donna con quello che viene definito "museruola", "mordacchia" etc etc. L'ex-onorevole Sbai (che francamente non sopporto perché parla di cose che non conosce, come tutti in Italia) la definisce addirittura "nuova moda dell'estremismo salafita" e "geniale trovata dei signori del petrolio". Va bene la battaglia contro veli e burkini ma a tutto c'è un limite. Quello che viene spacciato per "nuova museruola" fa parte degli abiti tradizionali del golfo da secoli. Ovvio che rientra nella categoria "velamento della faccia", ma non è più né meno che un accessorio tribale antichissimo che si chiama batoolah, che oggi portano solo le anziane e le popstar nelle videoclip".

Il ruolo della donna nell'islam

Il dibattito sul ruolo della donna nell'islam è dunque (di nuovo) aperto. Nei giorni scorsi qualcuno ha detto di aver "provato il burqa e mi è piaciuto". Questa estate il Belpaese si divise tra chi voleva seguire l'esempio della Francia nel divieto di indossare il burquini in spiaggia e chi lo difendeva a spada tratta in nome della libertà religiosa. Sarà difficile trovare un punto di incontro. Di certo c'è che nel 2014 la Corte europea dei diritti umani ha dato il suo benestare alla legge francese che vieta di indossare il velo se questo copre completamente il volto.

"La legge - scrisse la Corte di Strasburgo - non viola il diritto alla libertà di religione né quello al rispetto della vita privata", ma "persegue lo scopo legittimo di proteggere i diritti e le libertà altrui e di assicurare il rispetto dei minimi requisiti del vivere insieme".

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