"Lo scriva così, è un c...". Cacciari scatenato: con chi ce l'ha

Il filosofo risponde duramente all'articolo di Gianni Riotta sui "putiniani d'Italia" e fa delle considerazioni sugli errori commessi dal presidente russo

"Lo scriva così, è un c...". Cacciari scatenato: con chi ce l'ha

Un Massimo Cacciari scatenato quello intervenuto su Il Fatto Quotidiano per rispondere al giornalista Gianni Riotta, definito senza mezzi termini "un coglione" dall'ex sindaco di Venezia.

Cacciari ha risposto così all'articolo pubblicato da Repubblica relativo ai cosiddetti "putiniani" presenti in Italia. Articolo a firma Gianni Riotta. Con la maggior parte dell'opionione pubblica ormai apertamente ostile al presidente russo Vladimir Putin, Repubblica ha infatti voluto riportare un elenco dei cosiddetti russofili e, nello specifico, Cacciari è stato inserito fra i Putinversteher insieme a Barbara Spinelli, il professor Ugo Mattei, il deputato di Liberi e Uguali Stefano Fassina e molti altri per una sua passata considerazione relativa all'annessione della Crimea. Insomma, reo di essersi discostato dall’opinione unica, anche il filosofo è finito sotto la lente d'ingrandimento.

Intervistato al telefono da Il Fatto Quotidiano, Cacciari non le ha mandate a dire al giornalista Riotta. Inizialmente, il filosofo ha liquidato la questione affermando di non leggere più i giornali e di sapere dunque ben poco dell'articolo. Venuto a conoscenza del passaggio in cui veniva menzionato, Cacciari ha perso le staffe, affermando che Riotta "si è bevuto il cervello".

Il filosofo ha quindi affermato di non considerarsi affatto un putiniano, e che quando si parla di guerra i ragionamenti devono essere ben più elaborati di così. “Ogni considerazione sulla guerra più complessa del riconoscere le colpe atroci di Putin è praticamente bandita", ha quindi commentato con amarezza. "Articolare un ragionamento, discernere, comprendere senza piangere né ridere è diventato impossibile". "Viviamo un’epoca di emergenza perenne, nella quale è tutto bianco o tutto nero. Provare a discernere è sempre più rischioso", ha dunque denunciato l'ex sindaco di Venezia, riportando il pensiero di molti. "In certi paesi si finisce in galera, in altri, se ci si avventura oltre l’opinione comune, ci si becca un Riotta”. In conlusione, Cacciari ha voluto far riferire un chiaro messaggio al giornalista in questione: "Lo scriva così come glielo dico: Gianni Riotta è un coglione".

Tornando al conflitto che si è scatenato fra Russia ed Ucraina, Cacciari ritiene che il presidente Putin abbia commesso un grave errore

strategico optando per una "invasione in stile sovietico", ben diversa da quanto accadde invece con la Crimea. "Un errore colossale dal punto di vista politico e militare”, ha ribadito il filosofo.

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