Giubileo, Papa Francesco: "Assolvere le donne che sono pentite per il peccato di aborto"

Il Santo Padre illustra tutte le novità del prossimo Giubileo: dalla validità delle confessioni lefebvriane all'amnistia per i carcerati

Francesco in Ecuador con il semplice bastone apostolico donatogli da un profugo somalo
Francesco in Ecuador con il semplice bastone apostolico donatogli da un profugo somalo

In occasione del prossimo Giubileo della Misericordia, papa Francesco ha "deciso, nonostante qualsiasi cosa in contrario, di concedere a tutti i sacerdoti per l’Anno Giubilare la facoltà di assolvere dal peccato di aborto quanti lo hanno procurato e pentiti di cuore ne chiedono il perdono". Lo ha scritto il Santo Padre in una lettera a monsignor Rino Fisichella.

Un'altra grande occasione di perdono è offerta anche ai sacerdoti lefebvriani. Nella lettera a monsignor Fisichella, Francesco rivolge "un’ultima considerazione a quei fedeli che per diversi motivi si sentono di frequentare le chiese officiate dai sacerdoti della Fraternità San Pio X. Questo Anno giubilare della Misericordia non esclude nessuno - sottolinea -. Da diverse parti, alcuni confratelli Vescovi mi hanno riferito della loro buona fede e pratica sacramentale, unita però al disagio di vivere una condizione pastoralmente difficile. Confido che nel prossimo futuro si possano trovare le soluzioni per recuperare la piena comunione con i sacerdoti e i superiori della Fraternità. Nel frattempo, mosso dall’esigenza di corrispondere al bene di questi fedeli, per mia propria disposizione stabilisco che quanti durante l’Anno Santo della Misericordia si accosteranno per celebrare il Sacramento della Riconciliazione presso i sacerdoti della Fraternità San Pio X, riceveranno validamente e lecitamente l’assoluzione dei loro peccati".

Il Giubileo, inoltre, ha sempre rappresentato per i carcerati "l'opportunità di una grande amnistia, destinata a coinvolgere tante persone che, pur meritevoli di pena, hanno tuttavia preso coscienza dell’ingiustizia compiuta e desiderano sinceramente inserirsi di nuovo nella società portando il loro contributo onesto". Il Papa assicura quindi a tutti i carcerati la possibilità di ottenere l’indulgenza plenaria nelle loro celle: "Il mio pensiero - confida Bergoglio nella lettera a monsignor Fisichella - va ai carcerati, che sperimentano la limitazione della loro libertà. A tutti costoro - scrive - giunga concretamente la misericordia del Padre che vuole stare vicino a chi ha più bisogno del suo perdono".

Nella Lettera indirizzata al presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, Papa Francesco stabilisce dunque che i detenuti "nelle cappelle delle carceri potranno ottenere l’indulgenza, e ogni volta che passeranno per la porta della loro cella, rivolgendo il pensiero e la preghiera al Padre. Possa questo gesto - auspica il Pontefice - significare per loro il passaggio della Porta Santa, perchè la misericordia di Dio, capace di trasformare i cuori, è anche in grado di trasformare le sbarre in esperienza di libertà. Per vivere e ottenere l’indulgenza i fedeli sono chiamati a compiere un breve pellegrinaggio verso la Porta Santa, aperta in ogni Cattedrale o nelle chiese stabilite dal Vescovo diocesano, e nelle quattro Basiliche Papali a Roma, come segno del desiderio profondo di vera conversione".

Tra le altre indulgenze concesse dal Santo Padre c'è anche quella per i morti: "L’indulgenza giubilare può essere ottenuta anche per quanti sono defunti. A loro - sottolinea Bergoglio - siamo legati per la testimonianza di fede e carità che ci hanno lasciato.

Come li ricordiamo nella celebrazione eucaristica, così possiamo, nel grande mistero della comunione dei Santi, pregare per loro, perchè il volto misericordioso del Padre li liberi da ogni residuo di colpa e possa stringerli a sè nella beatitudine che non ha fine".

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