Pedofilia, il Papa rimuove altri due vescovi della Chiesa cilena

Papa Francesco ha accettato le dimissioni di altri due vescovi cileni. Sale così a cinque il numero dei monsignori dimissionari, ma l'opera di "epurazione" potrebbe essere solo all'inizio

Pedofilia, il Papa rimuove altri due vescovi della Chiesa cilena

Non sembrano avere fine le conseguenze legate allo scandalo che ha travolto la Chiesa cilena. Papa Francesco ha accettato la rinuncia di altri due vescovi. Dopo quelle del vescovo Juan Barros e di altri due prelati, arrivano le dimissioni dei monsignori Alejandro Goic Karmeli e Horacio del Carmen Valenzuela Abarca. Con una differenza.

L'intero episcopato del Cile ha rimesso la decisione nelle mani di Bergoglio: adesso sta al pontefice argentino decidere chi "epurare". Il vescovo Goic ha superato i settantacinque anni d'età. Il motivo alla base dell'accettazione della rinuncia, quindi, sarebbe solo anagrafico. Il vescovo Valenzuela Abarca, come segnalato da la redazione de Il Sismografo, ha fatto invece parte del gruppo di persone stretto attorno a Karadima, il padre carismatico che ha formato buona parte del clero cileno. Come i lettori ricorderanno, padre Karadima è stato riconosciuto colpevole di abusi sessuali ai danni di minori ed è già stato condannato a una vita di preghiera e penitenza. Dello stesso sottoinsieme ha fatto parte anche il "chiacchierato" Juan Barros, che sarebbe persino accusato di aver assistito e/o aver preso parte a quanto messo in atto dal suo "maestro".

Papa Francesco, in sostituzione di questi vescovi dimissionari, sta nominando amministratori apostolici. La sensazione è che per ricostruire le istituzioni ecclesiastiche cilene occorrerà del tempo. Del "gruppo di Karadima", da quanto si apprende in queste ore, farebbero parte altri due prelati. Ci si aspetta, insomma, che Bergoglio annunci l'accettazione di altre dimissioni. Non è finita qua. Monsignor Charles Scicluna, che è il "plenipotenziario" del Vaticano nella lotta alla pedofilia, è tornato dal suo secondo viaggio.

Uno degli scopi di questa seconda visita, ha dichiarato Scicluna, è stato quello di "prestare un aiuto tecnico e giuridico concreto alle curie diocesane cilene perché possano offrire risposte adeguate a ogni caso di abuso sessuale su minori commesso da sacerdoti o religiosi". Ci si continua a chiedere, infine, se siano esistite "coperture" in grado di oscurare i comportamenti emersi grazie al dossier di Scicluna e alle testimonianze delle vittime.

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