Roma, molotov contro l'accampamento abusivo

Tragedia sfiorata a Roma dove, ieri sera, l'accampamento abusivo di lungotevere San Paolo è stato bresagliato con due molotov. Ferma la condanna dei residenti che però denunciano: "Tra furti e degrado non si vive più"

Roma, molotov contro l'accampamento abusivo

Due bottiglie incendiarie scagliate dall’alto, poi una fiammata che illumina giacigli di fortuna e baracche che affollano gli argini del Tevere.

Alle 19 e 30 di ieri, nella favela romana di lungotevere San Paolo, a due passi dall’omonima Basilica, ci sono circa una ventina di persone quando gli ordigni rudimentali toccano terra. Uno dei due prende fuoco ma gli abitanti della favela, per lo più di etnia rom, hanno la prontezza di spegnerlo. L’altro, invece, rimane inesploso.

“Per fortuna non si è fatto male nessuno”, spiega a Il Giornale.it Antonello, storico residente di via Ostiense. “Nessuna giustificazione”, quindi, “ma prima o poi era prevedibile che accadesse una cosa del genere”. La convivenza tra i residenti dell’VIII Municipio e gli abusivi di ponte Marconi non è delle migliori e va avanti da circa vent’anni. “Il problema c’è da tanto tempo, siamo tartassati da degrado, furti, accattonaggio e rovistaggio selvaggio, e abbiamo raccolto non si sa quante firme ma non è mai cambiato nulla”. L’unico che aveva provato a sgomberare la tendopoli che insiste sull’area golenale di lungotevere San Paolo era stato l’ex sindaco Alemanno ma “incontrò le resistenze dell’amministrazione municipale di centrosinistra che ha sempre protetto i nomadi”. Venendo ai giorni di oggi, la situazione è arrivata ad un punto di stallo con il commissariamento del municipio dopo che il suo presidente, l’ex grillino Paolo Pace, si è tolto la fascia tricolore per passare alle file di Fratelli d’Italia.

A denunciare l’aggressione alle forze dell’ordine è stato un volontario della Protezione Civile che ha una piccola rimessa nei pressi della baraccopoli. Ancora da accertare la matrice dell’attentato incendiario. Sull’accaduto indagano gli agenti del commissariato Colombo, accorsi sul posto assieme agli artificieri della Questura di Roma per effettuare i primi rilievi e mettere in sicurezza l’ordigno inesploso.

Un episodio simile

si era già verificato in passato. Nel 2016 l’accampamento abusivo che si trova sotto al viadotto Giovanni Gronchi, alla Magliana, venne bersagliato da alcune bombe carta ed una romena di 36 anni rimase leggermente ferita.

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