Il Miracolo di Empel, il mistero che salvò migliaia di uomini

Nel 1585 avvenne un fatto che ancora oggi viene chiamato il "Miracolo di Empel". Dopo il ritrovamento di un quadro raffigurante l'Immacolata Concezione, il fiume si congelò e permise ai soldati del Tercio di liberarsi dall'assedio olandese

Foto di Augusto Ferrer-Dalmau (Wikimedia)
Foto di Augusto Ferrer-Dalmau (Wikimedia)

Verità e leggenda si legano in modo inestricabile mentre si parla di quanto accaduto a Empel tra il 7 e l'8 dicembre del 1585. Uno di quegli episodi che sembra provenire dagli albori della civiltà, quando la mitologia rimane l'unica fonte e dove l'intervento delle divinità da una parte o dall'altra del campo poteva decidere le sorti di uno scontro.

L'esercito spagnolo era impegnato in uno dei suoi più sanguinosi e logoranti conflitti: la guerra degli Ottant'anni. Una guerra estenuante, in cui il sangue spagnolo e di tutti i domini controllati dalla corona si riversò nei canali e nelle umide terre delle Fiandre, e di quelle che erano le Province Unite. Una guerra maledetta, come si consideravano reciprocamente gli avversari: diversa confessione cristiana, diversa lingua, diversa cultura. Una guerra totalizzante, che vide i ribelli olandesi dare filo da torcere per decenni a un Impero enorme ma coinvolto i conflitti che andavano dall'Atlantico al Mediterraneo fino ai freddi e angusti territori del Nord.

Nelle terre olandesi, una delle punte di lancia dell'Impero di Spagna era il Tercio Viejo de Zamora guidato da Franciso Arias de Bobadilla. I poco meno di cinquemila uomini del Tercio avevano raggiunto l'isola di Bommel, tra i fiumi Mosa e Vaal. Ma i ribelli olandesi, utilizzando una delle tattiche maggiormente in voga per chiunque attaccasse quei territori, decisero di inviare una flotta di centinaia di navi e di aprire le dighe, lasciando che il livello dell'acqua inondasse l'isola rendendo impossibile ogni via di fuga.

Il Tercio aveva i giorni contati. Il comandante fece appena in tempo a ordinare ai suoi uomini di ritrarsi sul punto più alto dell'isola, Empel. Ma lo scenario che si apriva davanti agli occhi dei soldati era uno dei peggiori possibili. Circondati dall'acqua, dalle navi nemiche, senza viveri e con la popolazione fuggita, il rischio più grande era quello di morire o di fame o di stenti. Oppure essere ridotti nel numero fino a una tragica resa. I soldati iberici resistevano - tra loro anche molti italiani dei territori a quel tempo sotto la corona spagnola. Ma le navi di Filips van Hohenlohe-Neuenstein erano un avversario troppo grande, prima ancora che temibile. Qualcuno propose una sortita per colpire le navi e interrompere l'assedio: ma l'impresa era disperata. I soldati erano affamati, sudici, disperati. E gli olandesi, che conoscevano perfettamente il territorio e controllavano il nemico peggiore per il Tercio, l'acqua, avevano ormai il controllo di tutto ciò che circondava l'isola.

Il comandante nemico aveva proposto una resa onorevole. Un modo per legittimare quei soldati che stavano resistendo e che erano evidentemente destinati al sacrifico. Ma le cronache narrano che la risposta del comandate fu netta: "I fanti spagnoli preferiscono la morte alla disgrazia. Parleremo di resa solo dopo la morte". E si racconta che fu solo di fronte a una tale risposta che Hohenlohe-Neuenstein allagò le dighe condannando il Tercio de Zamora a un lungo e inesorabile assedio.

Per Franciso Arias de Bobadilla non restava altro che chiedere ai suoi soldati di resistere, di costruire trincee e palizzate, e di iniziare a pensare allo scontro frontale. Molti si confrontavano cone la propria anima chiedendo al sacerdote l'assoluzione, tanti altri, infreddoliti e stravolti, iniziavano probabilmente a credere che la morte sul campo sarebbe stata comunque un destino meno feroce che rimanere sulla collina di Empel circondati dall'acqua.

Ma le cose trovarono una loro svolta la mattina del 7 dicembre. Ed è qui che la storia si confonde con il mito, trasformandosi in leggenda. Secondo la tradizione, un soldato del Tercio, "un devoto soldato spagnolo" giurano i resoconti, scavando una trincea iniziò a sentire qualcosa sotto la sua zappa. Non era un sasso, tantomeno terra brulla, e immaginiamo che con le mani iniziò a cercare di togliere la terra per capire cosa avesse trovato. Dopo alcuni secondi, il soldato teneva tra le mani un quadro: una pittura che raffigurava l'Immacolata Concezione. Le cronache narrano che i soldati iniziarono da subito a considerarlo come un segno divino e qualcuno immaginò che forse era il momento di attaccare, che a quel punto sarebbero sì morti in battaglia, ma per una causa giusta, ormai protetti dal Cielo, e contro quelli che per la cattolicissima Spagna erano "nemici di Dio".

Bobadilla ordinò ai suoi uomini di prepararsi per l'assalto alle navi, incoraggiati dalla visione della Vergine, ma terrorizzati dal destino infausto che li attendeva. Ma l'8 dicembre avvenne un fatto inspiegabile, un evento inaspettato che fece sì che molti parlarono da subito di un intervento divino: il miracolo di Empel, appunto. La notte, le temperature si abbassarono di diversi gradi e sopraggiunse un vento gelido. Sulla superficie dell'acqua che circondava Empel iniziò a formarsi una sottile lastra di ghiaccio e la flotta ribelle, composta da più di cento navi, iniziò a levare le ancore per evitare di rimanere incagliata. Bobadilla vide i nemici iniziare ad armeggiare sulle navi e comprese che era arrivato il momento della sortita: potevano colpire le navi ma anche fuggire finalmente da quell'isola che poteva diventare la loro tomba. I soldati, armati di picche e archibugi, iniziarono ad alzarsi e marciare verso le chiatte, il loro ultimo strumento di salvezza. Erano imbarcazioni leggere, molto manovrabili, indubbiamente più facili da spostare anche con il ghiaccio che si stava formando sulla Mosa. E così gli spagnoli, con la loro raffigurazione dell'Immacolata Concezione, assaltarono di sorpresa le navi ribelli, che per evitare di rimanere incastrate tra il Tercio e i rinforzi che sarebbero giunti non appena sparsa la voce dell'assalto.

La battaglia non fu in realtà un vero e proprio scontro, perché gli olandesi fuggirono in tempo per evitare l'attacco. Tanti storici si sono interrogati su quanto fosse reale questa versione. Qualcuno dice che i rinforzi, le navi guidate da Karl von Mansfeld, fossero giunti proprio quella notte e che i ribelli, preoccupati dall'artiglieria nemica e dal ghiaccio, decisero di ritirarsi. Tuttavia quell'8 dicembre 1585 iniziò a diventare leggendario, e da subito Empel divenne un simbolo. Un'immagine che servì anche a rafforzare il convincimento che gli spagnoli combattevano non solo per una causa nazionale, ma per qualcosa di più elevato.

Alcuni decenni dopo, nel 1644, il re Filippo IV decise di onorare quel giorno in tutti i territori della Corona. Mentre a tre secoli da Empel, quando l'Immacolata Concezione divenne dogma, fu proclamata ufficialmente patrona della fanteria spagnola.

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