Economia della sottoscrizione: cos’è e perché occorre farla bene

L’economia della sottoscrizione favorisce il possesso e non la proprietà di beni collegati a servizi. Ha un impatto positivo sull’ambiente ma va fatta con politiche di prezzo giustificabili

Economia della sottoscrizione: cos’è e perché occorre farla bene

In inglese si chiama “Subscription economy”, ovvero economia della sottoscrizione, ed è un’estensione del noleggio classico, perché di norma prevede che al bene noleggiato siano accostati servizi che ne rendono l’uso più pratico.

Si tratta di una formula molto in voga Oltreoceano, laddove cresce a doppia cifra anno su anno, attirando un numero sempre maggiore di americani.

Un modello economico che deve essere implementato bene, perché deve invogliare il consumatore e convincerlo a preferirlo all’acquisto dei beni. Ha dei vantaggi, per esempio alimenta l’economia circolare perché i prodotti dismessi non vanno al macero ma rientrano spesso in un mercato secondario. Benché l’ecologia stia a cuore a tutti, ognuno è chiamato a fare i conti con le proprie tasche.

L’esempio di Haier

A partire dal prossimo autunno, l’azienda cinese lancerà sul mercato una lavatrice che sottostà alle logiche dell’economia della sottoscrizione.

Lavatrice che resta di proprietà dell’azienda e che entra in possesso del cliente il quale, oltre a una cifra una tantum, pagherà un canone mensile che comprende anche i detersivi i quali, inseriti in appositi contenitori, verranno inviati al cliente in modo automatico quando stanno per finire, a patto che la lavatrice venga connessa a internet.

Un servizio a tutto tondo che, però, rischia di essere economicamente fuori misura. Si tratta di un elettrodomestico di alta gamma, quindi inserito in categorie energetiche di alto profilo per il risparmio sia dell’energia elettrica sia dell’acqua. Nel canone mensile sono pure inclusi gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Ciò che stride, è la questione economica.

Supponendo un costo di entrata (una tantum) da 100 euro e un noleggio mensile di 15 euro, si ottiene che, dopo 12 mesi, la lavatrice ha un costo di 280 euro. Dopo i primi 12 mesi vanno calcolati 180 euro l’anno (15 euro al mese) e così per ogni anno a seguire. Dopo 5 anni la lavatrice avrà un costo per il cliente pari a 1.000 euro (180 x 4 a cui aggiungere i 280 euro del primo anno). Alcuni test svolti da Il Salvagente, organizzazione che prova diversi prodotti per aumentare la consapevolezza dei consumatori, una lavatrice di media gamma è in grado di fare 1.800 lavaggi senza grossi problemi. Supponiamo di fare un bucato ogni due giorni, la durata dell’elettrodomestico potrebbe arrivare ipoteticamente anche a 10 anni e quindi il costo totale in teoria salirebbe a 1.900 euro.

Si tratta di cifre approssimative, perché il canone potrebbe essere leggermente inferiore o superiore ai 15 euro ipotizzati per fare i calcoli. Sia il canone di entrata sia il costo del noleggio sono però in linea con la forchetta di prezzi indicata da Haier per il programma WashPass, ossia il nome della campagna di economia della sottoscrizione.

Va anche considerato che il consumatore, in questo caso, deve rimanere legato ai detersivi che sono imposti dall’azienda cinese, togliendo così smalto alla concorrenza. Questo però è un discorso che potrebbe cambiare nel tempo, così come è già avvenuto per le cartucce delle stampanti a getto d’inchiostro le quali, con l’aumentare della loro diffusione, hanno creato mercati paralleli.

Considerando che oggi, senza ricorrere a particolari offerte, si può comprare una buona lavatrice già a partire da 500 euro, occorre che ognuno valuti per conto proprio se la differenza di prezzo, tra l’acquisto e la soluzione di noleggio offerta, convenga o meno secondo le proprie esigenze.

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