Tsipras: "La Germania paghi i danni di guerra: vogliamo 279 miliardi"

Varoufakis annuncia che Atene pagherà l'Fmi, ma il premier pretende 279 miliardi da Berlino. Merkel: "Ferita chiusa, non se ne parla"

Tsipras: "La Germania paghi i danni di guerra: vogliamo 279 miliardi"

Duecentosettantanove miliardi. Duecentosettantotto e settecentomila euro, per la precisione: questa la fortissima somma richiesta dalla Grecia alla Germania come compensazione dei danni di guerra subiti dal popolo ellenico durante l'occupazione nazista nel corso della Seconda Guerra mondiale.

Una cifra superiore alla somma che sarebbe necessaria per salvare la Grecia dall'ultimo rischio di bancarotta.

Lo ha annunciato stamane, in un'audizione al Parlamento di Atene, il viceministro delle finanze di Alexis Tsipras, Dimistris Mardas. Il totale della cifra richiesta come risarcimento è stato ottenuto dalla ragioneria generale dello Stato greco calcolando anche i 10,3 miliardi del "prestito forzato" imposto ai greci dagli occupanti germanici e la restituzione di alcuni reperti archelogici sottratti nel tempo.

Il mese scorso, il ministro della Giustizia di Atene ha aggiunto di essere pronto a dare esecuzione a una sentenza del 2000 della Corte Suprema, con cui si autorizzava il sequestro di assett tedeschi in Grecia come riparazione di danni di guerra.

A livello giurisprudenziale, la questione ha un precedente nella sentenza della Corte internazionale di giustizia del 2012, con cui all'Italia venne negato il risarcimento da parte della Germania. In quell'occasione, i giudici stabilirono che l'Italia aveva violato il diritto internazionale consentendo ai propri tribunali di dare il via a diverse cause risarcitorie contro Berlino.

Nell caso specifico della Grecia, la Germania si appella ai pagamenti effettuati negli anni 60' a diversi Paesi europei per riparare ai danni di guerra. Altri accordi, inoltre, sono stati stipulati nel 1990 al momento della riunificazione delle due Germanie: accordi che per Berlino sono definitivi e di cui Atene sembra invece non essere soddisfatta.

Tsipras ha sempre giocato la carta delle riparazioni di guerra, affrontata come un tema "etico e morale", reiterando le proprie richieste in più di un'occasione. Sicuramente gioca un ruolo importante il desiderio di solleticare l'orgoglio nazionale umiliato dalla crisi del 2010, il piano di salvataggio, la Troika e tutto quanto ne è seguito. L'occupazione nazista ha effettivamente lasciato cicatrici indelebili, con decine di migliaia di greci trucidati ed affamati dalle truppe di Hitler. Ora però al tema politico sembra sommarsi anche l'esigenza, assai concreta, di uscire dalle ennesime sabbie mobili del debito.

Da Berlino, il ministro delle finanze tedesco ha rigettato seccamente le pretese di Tsipras, mentre la stessa Merkel ha sottolineato l'insensatezza del voler riaprire ferite chiuse negli anni '60 con l'accordo di risarcimento tra Grecia e Germania.

Ora che Yanis Varoufakis ha annunciato che la Grecia rispetterà la scadenza del 9 aprile per il pagamento dei debiti all'Fmi, però, le somme da pagare possono rappresentare una patata bollente per il governo e per il premier. Tanto vale, avrà pensato Tsipras, rintentare la carta dei danni di guerra.

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