Emma Dante: ecco un’operetta (a)morale per parlare di sesso

I suoi spettacoli da sempre dividono il pubblico: c’è chi ne rimane folgorato, complice la forza di un linguaggio certamente non convenzionale, e chi invece ne prende le distanze, forse proprio perché non ne comprende la violenta (ma lirica) originalità del suo linguaggio visionario e passionale. È stato così anche per la sua prima regia lirica. Quella Carmen così insolita con la quale Emma Dante - regista, autrice, costumista palermitana fondatrice della Compagnia Sud Costa Occidentale - si è presentata al pubblico della Scala. E probabilmente sarà così anche per il nuovo lavoro che questa nostra eclettica artista, assurta ormai a fama internazionale, presenta al Valle da questa sera come titolo di apertura della ricca monografia dedicatale dall’Ente teatrale italiano fino al prossimo 25 gennaio. Dopo i vibranti quadri di umanità ferita dipinti in mPalermu, Carnezzeria, Vita mia, la Dante si muove adesso sull’onda di un’apparente leggerezza e mette a segno un’operetta amorale intitolata Le pulle (le puttane, in palermitano) dove la favola scende a patti con la realtà e l’immaginazione racconta segmenti di esistenze in bilico tra maschile e femminile. Non senza, tra l’altro, un esplicito richiamo al Romeo e Giulietta di Shakespeare: è infatti la maga notturna Mab (interpretata dalla stessa regista che qui canta ed è pure autrice dei testi delle canzoni) ad affidare a tre fate il destino di cinque prostitute transessuali che vorrebbero liberarsi della loro natura maschile.

Cosa che avverrà nel visionario finale, tra bambole gonfiabili e metamorfosi realizzabili solo nei sogni più dolorosi, dopo che la scena avrà assunto i lineamenti di una danza rituale e pagana trasbordante di veli da sposa, trucchi, torte, paillettes, lustrini, parrucche e tanta musica. Repliche fino al prossimo 24 gennaio. Info: 800011616 - 06/ 68803794..

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