«Esperimenti aberranti Smettiamola di giocare a fare Dio»

«Aberranti e di dubbia utilità. Ma soprattutto vorrei chiedere a chi porta avanti questo tipo di esperimenti qual è il loro vero scopo». Maria Rita Parsi, psicoterapeuta e scrittrice, come gli scienziati inglesi è allarmata dai possibili risvolti dell’umanizzazione degli animali creata in laboratorio.
Per quale motivo?
«Perché non mi fido degli esseri umani. Creare questo tipo di promiscuità tra specie diverse potrebbe portare a esseri che non saranno né umani né animali, una sorta di nuova specie. Un cambiamento antropologico grave».
Cosa la spaventa?
«L’uso che potrebbe essere fatto di tali “prodotti”. Modificare gli animali servirà a farne i nostri servi? Si tratta di uno snaturamento inaccettabile, che poi non potremo governare. E per cui tra l’altro si spendono miliardi che potrebbero essere impiegati in modo diverso. Le battaglie della scienza dovrebbero essere ben altre».
A cosa si riferisce?
«La scienza e i fondi investiti in essa dovrebbero servire a risolvere i grandi flagelli del mondo, le malattie importanti come il tumore, quelle rare, la fame. Se d’altro canto impiegassimo i soldi che usiamo per le guerre, lo spionaggio, le armi in emergenze più nobili, molte di queste sparirebbero».
Qual è il limite della scienza in questi casi?
«La scienza ha fatto grandi cose per gli uomini, ma questo tipo di esperimenti non è certo a nostro favore. Rabbrividisco se penso a quale cattivo uso se ne potrebbe fare. Si veda ad esempio cosa è successo con invenzioni positive come la tecnologia e Internet, diventati strumenti per violare costantemente la privacy altrui. Il limite della scienza, la sua guida, dovrebbe essere la priorità. I compiti cui deve assolvere, vista la condizione di tutti gli uomini sulla Terra. Certi mutamenti creati in laboratorio mi spaventano, servirebbero alcune regole etiche e di opportunità».
Anche il rapporto uomo-animale ne viene intaccato.
«Chi dà il diritto all’uomo di fare queste cose agli animali? Sfruttiamo già abbastanza gli animali per nutrirci, convincendoci che non hanno coscienza, argomento su cui dovremmo interrogarci di più. Ma con questi risvolti si va oltre, si tratta di un tipo torture che ho imparato a conoscere quando ho studiato i testi sul nazismo. Tale tipo di scienza mi fa paura».


L’uomo diventa «creatore», la chiave più affascinante e inquietante.
«L’uomo dovrebbe smettere di giocare a fare Dio e di utilizzare la natura a suo piacimento. La Terra così come la conosciamo ci è stata consegnata e la dobbiamo rispettare».

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