Assange si butta in politica

Sul profilo Twitter di Wikileaks Julian Assange dice di volersi candidare per un seggio al Senato australiano. Le elezioni ci saranno nel 2013. Secondo alcune stime potrebbe prendere oltre il 4% dei voti

Assange si butta in politica

Per annunciarlo ha usato Twitter: centoquaranta caratteri per far sapere che lui, Julian Assange, si presenterà alle elezioni per il Senato, in Australia, nel 2013. "Abbiamo scoperto che per Assange è possibile candidarsi per il Senato australiano anche se è agli arresti. Julian ha deciso di presentarsi", si legge in un post del sito Wikileaks su Twitter. Il 40enne Assange è agli arresti domiciliari nel Regno Unito e sta lottando per evitare di essere estradato in Svezia, dove lo attende un'accusa di violenza sessuale. La decisione della Corte suprema britannica dovrebbe arrivare a breve.

Divenuto famoso dopo la pubblicazione di migliaia di "cablo" top secret che hanno creato forti imbarazzi nelle diplomazie di mezzo mondo, Assange aveva duramente criticato il governo del primo ministro australiano Julia Gillard (centrosinistra), perché non era stato al suo fianco contro la potenziale minaccia di estradizione negli Stati Uniti a seguito della pubblicazione dei documenti riservati. La data del voto in Australia non può essere fissata prima di luglio 2013 e si pensa che le elezioni si terranno ad agosto. I candidati non possono presentare ufficialmente la loro candidatura finché le elezioni non verranno indette.

Entrare nel parlamento è difficile senza l'appoggio di una forza politica: solo uno degli attuali 76 senatori non fa parte di alcun partito. Ma ogni volta che si va a votare si presentano molti candidati, sfruttando la campagna elettorale come pubblicità. Tra l'altro in base alla Costituzione australiana chi viene condannato per un reato punibile dalla legge australiana con almeno 12 anni di prigione non può sedere in parlamento per tutta la durata della pena, anche se sospesa. Ma questa norma non è mai stata usata nei tribunali nei 111 anni di storia della federazione australiana e non è detto che sia applicabile per le sentenze emesse in Paesi stranieri (la Svezia nel caso di Assange).

Ma quanti voti potrebbe sperare di ottenere Assange? Difficile

dirlo con certezza. John Wanna, docente di scienze politiche alla Australian National University, ritiene che per la sua grande notorietà potrebbe attirare oltre il 4% dei voti nel suo Stato di provenienza.

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