Nella «guerra» per Gibilterra interviene l'Ue

Una barriera di blocchi di cemento intorno alla costa di Gibilterra: è questo l'ultimo fatto che riaccende la tensione tra Gran Bretagna e Spagna, nell'anno in cui si celebrano i 300 anni dalla cessione, con il trattato di Utrech, della «Rocca» da parte del governo iberico alla corona inglese.
Quei blocchi danneggiano le attività dei pescatori spagnoli, sostiene il governo Rajoy, che nei due ultimi fine settimana ha adottato ferrei controlli alla frontiera (Gibilterra non aderisce infatti al trattato di Schengen sulla libera circolazione delle merci), causando ai viaggiatori code fino a sei ore sotto il sole. «Un atteggiamento tipico della Corea del Nord, invece che di un partner dell'Unione europea. Ciò che abbiamo visto accadeva al tempo del franchismo», ha commentato il primo ministro di Gibilterra, Fabian Picardo.
Ma è solo l'ultimo episodio di una guerra che Spagna e Regno Unito continuano a combattere a colpi di sgarbi diplomatici e sgambetti via mare.
In cui a dare man forte ci si mettono pure alcune associazioni ecologiste di Madrid, che hanno presentato un esposto alla Corte Europea contro il progetto del governo di Gibilterra di allargare il porto turistico, con 300 nuovi posti barca e una serie di infrastrutture tra cui 2200 appartamenti, hotel e negozi. La Guardia costiera inglese, dal canto suo, meno di un mese fa aveva minacciato il sequestro di due pescherecci iberici.
Finora era intervenuto solo il ministro degli Esteri britannico, William Hague, che aveva espresso «serie preoccupazioni» al suo omologo spagnolo, Josè Manuel Garcia-Margallo. Questi ha risposto annunciando che il governo iberico valuta l'imposizione di una tassa di 50 euro per ogni passaggio da e verso «la Rocca», il cui ricavato andrebbe a finanziare il settore della pesca. E ha anche pronosticato controlli a tappeto per verificare eventuali irregolarità fiscali sulle seimila proprietà che alcuni dei 27mila abitanti di Gibilterra hanno a Sotogrande, piccola cittadina confinante con appena duemila residenti.
Dichiarazioni che hanno indotto il premier inglese David Cameron a prendere posizione in prima persona, esprimendo a sua volta «preoccupazione», e chiedendo, attraverso il suo portavoce, «spiegazioni alle autorità spagnole in merito alle eventuali misure supplementari contro il governo Gibilterra».

Ma adesso la «guerra» tra i vicini di confine è finita anche sul tavolo dell'Unione Europea, che ha annunciato per settembre-ottobre un incontro chiarificatore sulla spinosa questione. La guerra non è ancora finita.
twitter @giulianadevivo

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