"Rivolta tradita, ho temuto di morire"

Il giornalista Domenico Quirico sottoposto a due finte esecuzioni: "Gente senza compassione, trattati come bestie"

"Rivolta tradita, ho temuto di morire"

«Domenico Quirico ha riabbracciato sua moglie e rimesso la cravatta che porta sempre», ha scritto su Twitter ieri il direttore della Stampa Mario Calabresi, accanto a una fotografia dell'inviato del giornale torinese in completo scuro, mentre parla al telefono, dimagrito, provato. Fa sorridere la nota di colore del direttore, il giorno dopo la liberazione del giornalista Quirico, rapito a inizio aprile in Siria. Più gravi sono le sue parole quando ai cronisti riuniti alla Procura di Roma, mentre i giudici interrogavano l'inviato, ha raccontato che il sequestro di Quirico «è stato difficile, molto pesante, non gli è stato risparmiato nulla».

«Ho avuto paura di essere ucciso - ha ammesso l'inviato della Stampa, veterano di teatri di guerra e conflitti difficili - Ci picchiavano quotidianamente. Ho subito due false esecuzioni». Appena sceso alla mezzanotte di domenica dal Falcon 900 dei servizi - decollato da «uno scalo del Medio Oriente» - dopo un caloroso abbraccio con il ministro degli Esteri Emma Bonino, Quirico ha passato qualche minuto a parlare con la stampa. «Ho cercato di raccontare la rivoluzione siriana, ma può essere che questa mi abbia tradito», ha spiegato. «Non è più la rivoluzione laica di Aleppo, è un'altra cosa».
Quirico era stato altre tre volte in Siria prima del rapimento e aveva raccontato per il suo giornale la battaglia dei ribelli siriani contro il regime di Bashar El Assad, sul campo, come gli piace: «Chiedo scusa per avervi fatto preoccupare, ma questo è il mio giornalismo», è stata la sua prima telefonata in redazione, ha rivelato il direttore Calabresi sempre su Twitter.

Discreto e sobrio, Quirico con poche frasi concise ha sintetizzato l'incubo vissuto in questi mesi: «Ci hanno trattato come bestie, veramente male. Il nostro valore era quello di una mercanzia. Ci davano da mangiare i loro avanzi, ci hanno tenuti chiusi in una stanza impedendoci di camminare, di uscire, di fare qualsiasi cosa per 150 giorni». Sulla situazione in Siria: «È come se Dio avesse abbandonato il Paese al demonio. Siamo finiti in mano a gente senza compassione».
Il giornalista e la moglie Giulietta, riabbracciata ieri mattina, sono stati ricevuti dal primo ministro Enrico Letta. Le figlie Metella ed Eleonora lo hanno invece aspettato a casa, a Govone nel cuneese, dove, rispondendo al citofono ai giornalisti hanno detto di aver trovato il padre - visto soltanto in immagini televisive, provato: «Non si può certo dire che abbia la stessa faccia» di quando è partito.

Sui particolari del sequestro e la dinamica del rilascio, a prevalere è la cautela del ministro Bonino: «Ci sarà tempo e modo per informare la pubblica opinione e ricostruire le fasi del sequestro», ha detto ieri ammettendo che proprio il «riserbo» di colleghi e familiari è stato il fattore che ha agevolato la liberazione. A fornire qualche dettaglio in più sui sequestratori è Pierre Piccinin, lo studioso belga suo compagno di prigionia. Il corrispondente della Stampa a Bruxelles ha intervistato ieri Piccinin che ha raccontato anche lui di «violenze fisiche molto dure», di due false esecuzioni subite da Quirico con una pistola, di due tentativi di fuga, uno durato due giorni, nelle campagne, e finito con una seconda cattura e con una violenta punizione. «Ci trattavano come occidentali, cristiani, con grande disprezzo», ha spiegato. A proposito di uno dei gruppi che li ha tenuti prigionieri, la brigata Abu Ammar: «È gente mezza pazza, più banditi che islamici, più o meno legati al movimento Al-Farouk, uno dei principali gruppi ribelli».
A far parlare è soprattutto l'intervista concessa da Piccinin a una radio belga in cui l'uomo dice essere certo che non sia stato «Bashar El Assad ad aver utilizzato il gas sarin o un altro gas alla periferia di Damasco». I due ostaggi, secondo Piccinin, avrebbero ascoltato una conversazione tra i sequestratori ribelli.


L'inviato della Stampa, però, smentisce il belga: «È folle dire che io sappia che non è stato Assad a usare il gas» dopo aver ascoltato un dialogo via Skype in inglese attraverso una porta.

L'unica nota leggera arriva durante il brindisi in redazione con i colleghi: «Il mio Milan ha preso Kakà? Non è una bella notizia...»

Commenti
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Avatar di DEVINHA DEVINHA
11 Set 2013 - 18:04
Finalmente si inizia a vedere la situazione sotto un altro punto di vista. Forse i ribelli non sono pronti per essere i liberatori e promotori della democrazia, soprattutto quando riescono ad eseguire l'esecuzione di militari a sangue freddo per dimostrare quanto la dittatura di Assad li abbia martoriati.

Fin dall'inizio ho pensato che stavano preparando il terreno per giustificare un possibile attacco o meglio invasione, per accerchiare l'ultimo paese arabo non ancora piegatosi al volere delle grandi potenze e della grande potenza, l'unica che ha utilizzato la più potente arma di distruzione di massa.
Mostra tutti i commenti (22)
Avatar di Marzio00 Marzio00
10 Set 2013 - 09:16
A pensar male non si sbaglia mai: chissà perché in Medioriente è sempre stata necessaria la colonizzazione o un regime? Il giornalista si è reso conto che è gente pazza, votata al martirio e al disprezzo dei cristiani (a differenza di Assad che li ha sempre rispettati e difesi) vivendo così quello che una parte di siriani hanno già vissuto o vivranno in caso di vittoria di questi terroristi, altro che ribelli al regime! Obama svegliati!!!
Avatar di marforio marforio
10 Set 2013 - 09:35
BE;che maltrattamenti Hanno avuto se non sono neanche capaci di dirlo.In fondo non Hanno fatto niente altro che descrivere i loro idoli un tempo. Credo e possiamo paragonarli ai partigiani e alle brigate rosse .In pratica vorremmo sapere quanto ci e´costata questa liberazione.
Avatar di cgf cgf
10 Set 2013 - 11:05
Curioso attegiamento quello della Sig.ra Bonino: 'Ci sarà tempo e modo per informare la pubblica opinione e ricostruire le fasi del sequestro' proprio lei che vuole sempre sapere tutto e subito quando non è ministro, ne commissario.
Avatar di buri buri
10 Set 2013 - 11:33
Credo che quando ha varcato il confine siriano, il sig. Quirico era a conoscenza dei rischi che correva e se non lo era, significa che egli era quanto meno una persona superficiale, e ora non ci venga a parlare di "rivoluzione tradita" sono mesi che si sa che i cosiddetti "ribelli" sono in maggioranza degli integralisti islamici provenienti dall'estero e che fanno il gioco di Al Qaeda, solo chi è in malafede non lo ammette, comunque diamo atto al fatto che finalmente qualche d'uno dice chi sono quei bravi "ribelli" per i quali il Premio Nobel per la Pace Obama, vuole fare la guerra
Avatar di Libertà75 Libertà75
10 Set 2013 - 12:03
Quirico sostiene la rivoluzione ma giudica pazzi i ribelli? E lui logicamente dove si pone?
Avatar di tziubakis tziubakis
10 Set 2013 - 12:12
Ma di quale rivoluzione va cianciando? Forse di quella che aveva nella sua testa. Fin dall'età del bronzo si sa che il "tradimento" è normale pratica di vita dei popoli levantini. Non ne faccio colpa a loro perché ci sono ragioni storiche che giustificano questa prassi. Semmai mi sorprende l'ignoranza del giornalista, ma già m'immagino il titolo del suo prossimo libro: Ritornato da Marte, o giù di lì
Avatar di woman woman
10 Set 2013 - 12:19
Chissà se i sinistri, Obama e l' Europa finalmente si renderanno conto che sostengono e foraggiano dei criminali.
Avatar di W.A.S.P. W.A.S.P.
10 Set 2013 - 12:20
un giornalista che chiama "rivoluzione"la guerra in siria,non puo essere un giornalista.qua ci sono solo lerci terroristi islamici che fanno piazza pulita a tutti quelli che non sono sunniti..

purtroppo non solo i giornalisti di sinistra ma sopratutto quelli di destra e di questo giornale hanno sbagliato parecchio sulla questione siria.

ora pero' vedo che tutti quanti hanno capito la questione siriana.
Avatar di gneo58 gneo58
10 Set 2013 - 14:26
Obama, o meglio chi per lui, e' piu' che sveglio, stanno barattando con gli islamici integralisti un paese con un altro. In Iraq c'e' il petrolio, in Siria no.
Avatar di _alb_ _alb_
10 Set 2013 - 14:28
Vorrei che qualcuno ci dica quanto è costato portare a casa quest'altro parassita sinistrato.

Grazie.
Avatar di ingenuo39 ingenuo39
10 Set 2013 - 14:29
Credo che ad alcuni Italiani interesserebbe sapere quanto ci è costato il suo riscatto e se lo Stato Italiano intende recuperare i soldi, come e in quanto tempo da Lui o dal suo editore. Tutto il resto, come diceva "il califfo" è noia.
Avatar di gneo58 gneo58
10 Set 2013 - 14:30
sig.ra ?? bonino voglipo sapere quanto ci e' costata la trattative/liberazione di questo "giornalista" e poi per le prossime volte vediamo se invece di avere tutti 'sti casini a posteriori evitiamo di far partire certa gente - gli ITALIANI ormai sono il bancomat di tutti sti pazzi in giro per il mondo e io, personalmente, mi sono stofato di pagare anche per questo.
Avatar di Anonimo Anonimo
10 Set 2013 - 14:34
Però su cose di una certa importanza fareste bene a essere più precisi: Quirico non ha affatto smentito il compagno di prigionia. Il giornalista italiano ha parlato a più riprese, e ha confermato per filo e per segno la conversazione riferita da Piccinin e le circostanze nelle quali i due l'avevano ascoltata. Ha solo precisato, da giornalista corretto qual è, di non poter dire nulla con certezza, perché quella conversazione origliata da dietro una porta aveva interlocutori non ben riconoscibili. Ma qualcuno s'è chiesto perché siano stati liberati proprio ora? E se la conversazione (in inglese) non sia stata fatta loro ascoltare deliberatamente, perché la riferissero?
Avatar di stock47 stock47
10 Set 2013 - 14:47
Domenico Quirico dopo l'esperienza che lo ha portato presso coloro che immagino prima difendesse, credo che con la normalità finirà per fare come la Sgrena, rimuovere il tutto e dare la colpa ad Assad. Ad una certa età, nonostante le esperienze evidenti, si finisce per rimanere calcificati nel proprio pensiero, e si fotta la realtà!
Avatar di stock47 stock47
10 Set 2013 - 14:54
"Rivolta tradita"? No! caro Quirici, è la tua falsa idea che avevi sulla realtà che è stata sconvolta ma vedo che non ne vuoi prendere atto e ti attacchi al "tradimento" inesistente. Tutto quelo che Quirico ha subito fa parte in pieno della mentalità islamica ma lui si rifuta, nonostante l'esperienza subita, di prenderne atto, addirittura la addebita a comportamenti banditeschi non appartenenti all'islam. Quirico è proprio un illuso perso nelle sue fantasie mentali.
Avatar di Dragon_Lord Dragon_Lord
10 Set 2013 - 15:16
ma il cattivo non è Assad ? questo vi vogliono far credere ? chi li vende le armi ai ribelli e come fanno a pagarle? Questo a tutti voi non interessa naturalmente e voi della Redazione ve ne guardate bene dallo scriverne è pericoloso !!!!
Avatar di Mario Galaverna Mario Galaverna
10 Set 2013 - 16:23
Ma qualcuno s'è chiesto perché siano stati liberati proprio ora? E se la conversazione (in inglese) non sia stata fatta loro ascoltare deliberatamente, perché la riferissero?
diegom13
Mi sorprende che il dialogo non sia stato fatto direttamente in italiano preceduto da un CIAK SI GIRA. Sicuramente i terroristi avranno avuto il gobbo per leggere bene. TACETE CHE ISRAELE CI SPIA. Ma quali aree del cervello si attivano in un complottista?
Avatar di onurb onurb
10 Set 2013 - 17:27
W.A.S.P. Magdi Allam e Fiamma Nirestein su questo giornale hanno sempre parlato in maniera molto chiara. Solo chi non legge i loro articoli può dire che Il Giornale non ha capito cosa stava accadendo in Siria. Purtroppo chi non l'ha capito è la sòla che la sinistra ha eletto a presidente del mondo e che non si riesce a capire perché mai si sia meritato il Nobel per la pace.
Avatar di onurb onurb
10 Set 2013 - 17:40
Mario Galaverna. Bisogna controllare se il complottista ce l'ha un cervello.
Avatar di ilsaturato ilsaturato
10 Set 2013 - 20:14
Bene, benissimo! Un Italiano che dopo una così tremenda esperienza, torna dai suoi cari. Bene, benissimo! Ma.... se esordisce dicendo "questo è il mio giornalismo", beh comincio a innervosirmi. Caro Quirico, sarebbe autorizzato a dire che questo è il "suo giornalismo" se al momento dei guai lei se la fosse sbrigata da solo, e invece (ancora una volta) il "suo giornalismo" è divenuto forzatamente il giornalismo dello Stato Italiano. Mi piacerebbe conoscere i particolari della vicenda: chi ha trattato il suo rilascio? Chi sono stati gli interlocutori siriani e italiani di tali trattative? Quanto è costata allo Stato Italiano (cioè a noi) e per l'ennesima volta (vedi Sgrena, Simone, e gli altri "fulminati sulla via di Damasco" dal fascino della rivoluzione integralista islamica), questa inutile, deliberata e consapevole assunzione di rischio di un giornalista? Se lei è "incapace di stare lontano dalla prima linea", nessuno può pretendere che in automatico questa diventi anche la "passione" di tutti gli Italiani che, senza averlo chiesto, vengono coinvolti. Mi sembra ci sia una continua reticenza a tutti i livelli a dire chiaramente chi l'ha rapito: lui e Piccinin sono stati sequestrati da quella infame masnada di estremisti-terroristi-golpisti infiltrati da Al Qaeda che da due anni cercano di rovesciare il governo siriano! "Ho cercato di raccontare la rivoluzione siriana - ha detto - ma può essere che questa rivoluzione mi abbia tradito. Non è più la rivoluzione laica di Aleppo, è diventata un'altra cosa"; intende dire che era lì sperando di raccontare le "giuste" gesta dei "rivoluzionari integralisti"? Intende dire che si è accorto che forse i santi oppositori di Assad non sono forse così "santi" come da due anni l'informazione occidentale (interessata e spinta a dire ciò) tenta di farci credere? Ecco l'ennesimo giornalista "politically correct" che viene violentemente obbligato a svegliarsi dal sogno equo-democratico-solidale-progressista, così caro ai fulgidi figli del socialismo reale nostrano da spingerli persino a parteggiare per i guerrafondai americani, inglesi, francesi (il nemico, il diavolo, fino a ieri) e gli altri loro "servi per convenienza" (Merkel in testa). Dopo questo "amaro risveglio", sarebbe legittimo aspettarsi che finalmente almeno il buon Quirico denunci pubblicamente che la storia siriana non è niente altro che un tentativo di golpe attuato da guerriglieri criminali (provenienti dalle organizzazioni terroristiche islamiche di mezzo mondo) finanziati, armati e spinti da potenze straniere interessate a sottrarre la Siria dall'ingerenza di Iran, Russia, ecc... per portarla sotto il controllo economico e politico di America, Arabia Saudita, Oman, ecc... e se questo significherà anche seppellire i siriani nell'ennesima repubblica islamica controllata dalla Sharia, beh chissenefrega! Cavoli loro! Tanto, per chi sta facendo tutto questo per ragioni economiche, trattare con un ayatollah, un imam, un funzionario laico di stato, è esattamente la stessa cosa.... e il popolo (per non parlare dei molti cristiani presenti in Siria già da tempo perseguitati dai "santi" integralisti) si arrangi! Non so perché ma temo che, come per la Sgrena, anche di questa storia resterà solo ciò che converrà a quelli che espongono le bandiere pacifiste e fanno i cortei a comando e solo per convenienza politica! E infatti sta già tentando di smentire le parole di Piccinin... eppure ha ammesso: "Ci trattavano come occidentali, cristiani, con grande disprezzo... certi giorni non ci davano nemmeno da mangiare". Hanno cercato di scappare e, ripresi, ogni volta sono stati puniti "in maniera molto pesante"; hanno subito umiliazioni vessazioni, e (come riferisce Piccinin) Quirico ha subito due false esecuzioni con una pistola. Eppure è ancora Piccinin che dichiara "non è il governo di Bashar al-Assad ad avere utilizzato il gas sarin o un altro gas nella periferia di Damasco", mentre Quirico non trova niente di meglio che dire "è folle dire che io sappia che non è stato Assad" arrivando addirittura a specificare di avere "soltanto" sentito una discussione via Skype tra tre persone che dicevano "che l'operazione del gas nei due quartieri di Damasco era stata fatta dai ribelli come provocazione, per indurre l'Occidente a intervenire"!!!! E Infatti i prodi Obama, Hollande (ma non era un eroe dei "pacifisti"?) e scodinzolanti vari, non vedono l'ora di "intervenire"... Non avrei mai pensato che un giorno avrei dovuto confidare nella forza, nella fermezza della Russia e di Putin per frenare le indecenti politiche degli eserciti degli speculatori globali che ci stanno rovinando. L'ultima frase, poi, poteva proprio risparmiarcela "ringrazio i funzionari della Farnesina.... un pezzo di Stato che funziona". Eh si, funziona perché l'ha salvato, ma il resto dello Stato proprio gli fa schifo; che sia la componente non prona a sinistra che lo disturba così tanto?
Avatar di ilsaturato ilsaturato
10 Set 2013 - 20:19
Bene, benissimo! Un Italiano che dopo una così tremenda esperienza, torna dai suoi cari. Bene, benissimo! Ma.... se esordisce dicendo "questo è il mio giornalismo", beh comincio a innervosirmi. Caro Quirico, sarebbe autorizzato a dire che questo è il "suo giornalismo" se al momento dei guai lei se la fosse sbrigata da solo, e invece (ancora una volta) il "suo giornalismo" è divenuto forzatamente il giornalismo dello Stato Italiano. Mi piacerebbe conoscere i particolari della vicenda: chi ha trattato il suo rilascio? Chi sono stati gli interlocutori siriani e italiani di tali trattative? Quanto è costata allo Stato Italiano (cioè a noi) e per l'ennesima volta (vedi Sgrena, Simone, e gli altri "fulminati sulla via di Damasco" dal fascino della rivoluzione integralista islamica), questa inutile, deliberata e consapevole assunzione di rischio di un giornalista? Se lei è "incapace di stare lontano dalla prima linea", nessuno può pretendere che in automatico questa diventi anche la "passione" di tutti gli Italiani che, senza averlo chiesto, vengono coinvolti. Mi sembra ci sia una continua reticenza a tutti i livelli a dire chiaramente chi l'ha rapito: lui e Piccinin sono stati sequestrati da quella infame masnada di estremisti-terroristi-golpisti infiltrati da Al Qaeda che da due anni cercano di rovesciare il governo siriano! "Ho cercato di raccontare la rivoluzione siriana - ha detto - ma può essere che questa rivoluzione mi abbia tradito. Non è più la rivoluzione laica di Aleppo, è diventata un'altra cosa"; intende dire che era lì sperando di raccontare le "giuste" gesta dei "rivoluzionari integralisti"? Intende dire che si è accorto che forse i santi oppositori di Assad non sono forse così "santi" come da due anni l'informazione occidentale (interessata e spinta a dire ciò) tenta di farci credere? Ecco l'ennesimo giornalista "politically correct" che viene violentemente obbligato a svegliarsi dal sogno equo-democratico-solidale-progressista, così caro ai fulgidi figli del socialismo reale nostrano da spingerli persino a parteggiare per i guerrafondai americani, inglesi, francesi (il nemico, il diavolo, fino a ieri) e gli altri loro "servi per convenienza" (Merkel in testa). Dopo questo "amaro risveglio", sarebbe legittimo aspettarsi che finalmente almeno il buon Quirico denunci pubblicamente che la storia siriana non è niente altro che un tentativo di golpe attuato da guerriglieri criminali (provenienti dalle organizzazioni terroristiche islamiche di mezzo mondo) finanziati, armati e spinti da potenze straniere interessate a sottrarre la Siria dall'ingerenza di Iran, Russia, ecc... per portarla sotto il controllo economico e politico di America, Arabia Saudita, Oman, ecc... e se questo significherà anche seppellire i siriani nell'ennesima repubblica islamica controllata dalla Sharia, beh chissenefrega! Cavoli loro! Tanto, per chi sta facendo tutto questo per ragioni economiche, trattare con un ayatollah, un imam, un funzionario laico di stato, è esattamente la stessa cosa.... e il popolo (per non parlare dei molti cristiani presenti in Siria già da tempo perseguitati dai "santi" integralisti) si arrangi! Non so perché ma temo che, come per la Sgrena, anche di questa storia resterà solo ciò che converrà a quelli che espongono le bandiere pacifiste e fanno i cortei a comando e solo per convenienza politica! E infatti sta già tentando di smentire le parole di Piccinin... eppure ha ammesso: "Ci trattavano come occidentali, cristiani, con grande disprezzo... certi giorni non ci davano nemmeno da mangiare". Hanno cercato di scappare e, ripresi, ogni volta sono stati puniti "in maniera molto pesante"; hanno subito umiliazioni vessazioni, e (come riferisce Piccinin) Quirico ha subito due false esecuzioni con una pistola. Eppure è ancora Piccinin che dichiara "non è il governo di Bashar al-Assad ad avere utilizzato il gas sarin o un altro gas nella periferia di Damasco", mentre Quirico non trova niente di meglio che dire "è folle dire che io sappia che non è stato Assad" arrivando addirittura a specificare di avere "soltanto" sentito una discussione via Skype tra tre persone che dicevano "che l'operazione del gas nei due quartieri di Damasco era stata fatta dai ribelli come provocazione, per indurre l'Occidente a intervenire"!!!! E Infatti i prodi Obama, Hollande (ma non era un eroe dei "pacifisti"?) e scodinzolanti vari, non vedono l'ora di "intervenire"... Non avrei mai pensato che un giorno avrei dovuto confidare nella forza, nella fermezza della Russia e di Putin per frenare le indecenti politiche degli eserciti degli speculatori globali che ci stanno rovinando. L'ultima frase, poi, poteva proprio risparmiarcela "ringrazio i funzionari della Farnesina.... un pezzo di Stato che funziona". Eh si, funziona perché l'ha salvato, ma il resto dello Stato proprio gli fa schifo; che sia la componente non prona a sinistra che lo disturba così tanto?
Avatar di DEVINHA DEVINHA
11 Set 2013 - 18:04
Finalmente si inizia a vedere la situazione sotto un altro punto di vista. Forse i ribelli non sono pronti per essere i liberatori e promotori della democrazia, soprattutto quando riescono ad eseguire l'esecuzione di militari a sangue freddo per dimostrare quanto la dittatura di Assad li abbia martoriati.

Fin dall'inizio ho pensato che stavano preparando il terreno per giustificare un possibile attacco o meglio invasione, per accerchiare l'ultimo paese arabo non ancora piegatosi al volere delle grandi potenze e della grande potenza, l'unica che ha utilizzato la più potente arma di distruzione di massa.
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