Una favela sotterranea accanto a San Pietro

I carabinieri hanno allontanato 25 persone e arrestato 8 polacchi I rifugi bloccavano le vie di fuga Manomesso l’impianto di sicurezza

Sulle scale avevano piazzato il televisore, con tanto di videoregistratore e casette Vhs, due gradini più sotto lo stereo e due casse. Da un’altra parte, il reparto alimentare, con vettovaglie varie, frutta, verdure e spezie, tutto sistemato con ordine su altri scalini. E, per cucinare, fornelli da campeggio collegati a pericolose bombole a gas. Intorno brande, materassi, coperte, mobili. Alle spalle di questi alloggi di fortuna le porte d’acciaio antifuoco della Galleria Principe Amedeo e del sottopassaggio Gregorio VII. Uscite di sicurezza che in caso di incidente sarebbero servite a poco.
Ci hanno pensato i carabinieri, ieri mattina, a sgomberare questo insediamento abusivo a due passi da piazza San Pietro. Ci abitava un gruppo di immigrati dell’est Europa, in prevalenza polacchi. Avevano occupato otto gallerie sotterranee che servivano appunto come vie di fuga del sottopasso e della galleria che collega il Lungotevere in Sassia a Porta Cavalleggeri. In tutto sono state allontanate venticinque persone, mentre otto polacchi sono stati arrestati con l’accusa di danneggiamento e furto di energia elettrica e oggi saranno processati per direttissima. Per loro, che avrebbero materialmente allestito gli alloggi, è stata già proposta la procedura di espulsione per cittadini comunitari. Gli altri «abitanti» sono stati accompagnati in caserma e i militari stanno accertando se siano destinatari di eventuali provvedimenti di rintraccio o di espulsione. I rifugi erano stati resi il più possibile confortevoli, dei veri e propri appartamenti che nulla avevano a che fare con i soliti bivacchi dei barboni. Questa gente viveva ad un livello superiore, anche i capi d’abbigliamento trovati accanto ai giacigli erano dignitosi. E infatti di giorno gli inquilini lasciavano gli alloggi per andare a lavorare: c’era chi si dedicava al piccolo commercio, chi faceva le pulizie, chi il lattoniere.
L’operazione di sgombero - eseguita dai carabinieri del gruppo territoriale di Roma in collaborazione con la polizia municipale, l’Ama e i vigili del fuoco - è stata decisa dopo una serie di appostamenti dei militari, messi in allerta da alcune segnalazioni. Più di un cittadino, infatti, aveva notato uno strano via vai di persone che camminavano nel tunnel trasportando ingombranti borsoni. Una stranezza, in una strada in cui le macchine scorrono veloci, che non è passata inosservata.

Dietro alle porte antifuoco gli immigrati avevano costituito dei veri e propri alloggi e ricavato l’energia elettrica allacciandosi abusivamente all’impianto di sicurezza della galleria, manomettendolo e creando problemi al sistema di ventilazione, alle vie di fuga e all’impianto anticendio. «E soprattutto - spiega il tenente colonnello dei carabinieri Alessandro Casarsa - rendendo impraticabile l’accesso alle otto uscite in caso di pericolo».

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