Florida, italiani i gioielli del mare

IL MIAMI INTERNATIONAL BOAT SHOW Il mercato Usa in buona ripresa. E nostri cantieri incantano gli americani con barche da sogno

Florida, italiani i gioielli del mare

Ma quanto è tranquilla la nautica fuori dalle acque territoriali nazionali! È addirittura serena se di mezzo c’è un oceano. Terre e mari lontani dove nessuno pensa di organizzare blitz-show a caccia di evasori veri o presunti. Laggiù - parliamo degli States, Florida - il Fisco scova gli evasori con discrezione, rispetta i contribuenti, anche quelli ricchi, e adotta altri metodi per farsi rispettare. Con eccellenti risultati. Insomma, da quelle parti essere ricco e avere una barca non è reato. E neppure indizio di reato. In questo clima, per noi surreale, giovedì scorso ha aperto i battenti il Miami International Boat Show (fino a lunedì prossimo), 3mila imbarcazioni e 2mila espositori provenienti da tutto il mondo. Un appuntamento importante per i nostri costruttori che tanto soffrono in Patria. Nutrita la presenza dei marchi più prestigiosi del made in Italy.

Ne citiamo alcuni, a cominciare dal gruppo Azimut-Benetti che schiera una flotta di 20 barche, tra cui spicca «Diamonds Are Forever», un Benetti di 61 metri realizzato per John Staluppi. Quindici sono le barche esposte dal gruppo Ferretti, tra cui il debutto di «Bertram 510» e del recentissimo Pershing 92’. In bella mostra anche «Sportriva 56», «Rivarama 44» e «Aquariva Super 33».

Sanlorenzo, il cantiere di Massimo Perotti, è presente con 4 modelli: Sl72’, Sd 92’(semidislocante), Sl104’ e il nuovissimo Sl94’ di cui si raccontano magnificenze. Versione tutta americana del 76’ di Monte Carlo Yacht, in anteprima mondiale: «Non è un adattamento - dice Carla De Maria». È infatti una barca pensata per gli americani che amano più spazi all’esterno. Debutto per il «giovane» Wider 42’ di Tilli Antonelli, già apprezzato dal pubblico Usa in occasione di altri eventi mirati.

E ancora: la fascinosa lobster in versione yacht di Austin Parker, ovvero «Ap42’». Coincidenza non casuale che sia Wider sia Austin Parker abbiano un comune denominatore: il talento di Fulvio De Simoni.
AR

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