Le galline accendono i toni in Regione

Tutti contro il progetto di un centro zootecnico a Busto Garolfo. Anche il pubblico composto dai comitati locali rumoreggia e viene allontanato

Le galline accendono  i toni in Regione

Più del dibattito sulle «auto blu», a surriscaldare gli animi in Consiglio regionale della Lombardia hanno potuto le galline ovaiole.
Un progetto per un centro zootecnico a Busto Garolfo (in provincia di Milano) ha scatenato la discussione che ha visto confrontarsi l'intero «parlamento» lombardo di via Filzi, e molti dei suoi esponenti schierarsi contro la posizione della giunta, e in particolare dell'assessore alla Sanità Luciano Bresciani, protagonista di una replica infuocata, con toni accesi che hanno coinvolto anche il pubblico ospitato in tribuna e che hanno costretto il presidente di turno ad allontanare i presenti.
Il progetto tanto contestato al Pirellone prevede la realizzazione di un centro zootecnico per galline ovaiole e pollastri, per un totale di 328mila capi, su un'area agricola di 10mila metri quadri all'interno del parco del Roccolo. Un'ipotesi che ha trovato la contrarietà di tutte le forze politiche rappresentate al Pirellone che, all'unanimità hanno appoggiato e votato una mozione con cui il Consiglio regionale si è dichiarata contraria alla realizzazione della struttura di allevamento, soprattutto considerate le sue dimensioni e il luogo su cui dovrebbe sorgere.
Un'opposizione che è stata sposata dalle associazioni locali che dalla tribuna del Consiglio hanno rumoreggiato a più riprese, tanto da «conquistarsi» l'allontanamento dall'aula da parte del presidente. «Con il voto unanime il Consiglio regionale dichiara la volontà politica di indicare agli assessori una valutazione più puntuale e critica delle caratteristiche industriali dell'impianto - ha spiegato il primo firmatario del documento approvato, il consigliere del Partito democratico Francesco Prina - che dovrebbe essere situato laddove passa un corridoio ecologico regionale».


«La contrarietà dei consiglieri è una ulteriore riprova di quanto la normativa urbanistica, ambientale e sanitaria di Regione Lombardia - ha concluso il consigliere dei democratici - sia da rivedere in senso più cogente e prescrittivo».

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