Giudice assente: il processo slitta a data da destinarsi

Piero Pizzillo

Si saprà tra una settimana se sarà rinviato a settembre-ottobre il più importante dei processi collegati al G8, quello nei confronti di 25 no global, alla sbarra per devastazione e saccheggio, lesioni e danneggiamenti, e che sta più a cuore ai cittadini, costretti a subire la violenza dei rivoltosi e i danni materiali e di immagine provocati dalle loro azioni criminali, quando la città venne messa a ferro e fuoco. Gli altri procedimenti sono a carico di servitori dello Stato, cioè delle forze dell’ordine accusate di violenze fisiche e morali ai danni di manifestanti (casi Diaz e Bolzaneto).
Ieri il presidente del tribunale giudicante Marco Devoto avrebbe dovuto sciogliere la riserva sulla trasferta romana, in quanto, essendo il primo dei non eletti, gli spetta il posto di membro del Consiglio superiore della magistratura, in sostituzione del veneto Lanfranco Tenaglia, dimissionario perché candidato alle prossime politiche (entrambi appartengono alla corrente Unicost).

Il magistrato non si è visto, essendo stata l’udienza rinviata per motivi familiari. Se ne riparlerà nei prossimi giorni, perché proprio per oggi è prevista la riunione del «plenum» del Csm per la ratifica della nomina di Devoto.

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