"Uccisi 600 ucraini". "Propaganda". Continua la guerra di numeri tra Mosca e Kiev 

Il governo di Mosca sostiene che le truppe russe hanno condotto un "attacco di rappresaglia" nella città di Kramatorsk uccidendo oltre 600 soldati nemici. Kiev nega: "Sciocchezze"

"Uccisi 600 ucraini". "Propaganda". Continua la guerra di numeri tra Mosca e Kiev 

La Russia ha fatto sapere di aver sferrato "attacco missilistico di massa" nella città orientale di Kramatorsk, uccidendo più di 600 soldati nemici, in una rappresaglia per il raid subito nella notte di Capodanno a Makiivka. Secca la smentita di Kiev. Serhiy Cherevaty, portavoce del Gruppo orientale delle forze armate ucraine, ha respinto la ricostruzione di Mosca, mentre il sindaco di Kramatorsk ha parlato di qualche danno ad alcuni edifici negando la presenza di vittime.

Il presunto attacco della Russia

Andiamo con ordine. Il ministero della Difesa russo ha rivendicato un "attacco di rappresaglia" nella città di Kramatorsk, in Ucraina orientale. Le truppe del Cremlino avrebbero colpito due caserme militari, per vendicare la morte degli 89 soldati russi uccisi nei giorni scorsi a Makiivka, provocando a loro volta la morte di 600 militari ucraini.

"Nelle ultime 24 ore, le risorse di ricognizione russe hanno scoperto e confermato in modo affidabile attraverso diversi canali indipendenti il dispiegamento temporaneo del personale delle forze armate ucraine nella città di Kramatorsk", si legge in una nota postata su Telegram dal Ministero. "C'erano oltre 700 militari ucraini nel dormitorio 28 e oltre 600 militari ucraini nel dormitorio 47 - prosegue la nota - Come risultato di un massiccio attacco missilistico oltre 600 militari ucraini sono stati uccisi".

La versione di Kiev

L'esercito ucraino ha tuttavia negato la versione di Mosca. "Sono sciocchezze. Questo è un altro pezzo di propaganda russa", ha tagliato corto Serhiy Cherevaty, portavoce del Gruppo orientale delle forze armate ucraine, parlando ai microfoni della Cnn. Una squadra dell'emittente americana sul posto non avrebbe raccolto prove che facciano pensare ad una strage, non rilevando attività insolite dentro e intorno a Kramatorsk, compreso nei pressi dell'obitorio cittadino

Il sindaco di Kramatorsk, la città in ucraina orientale che la Russia sostiene di aver preso di mira come rappresaglia per l'eccidio di soldati russi a Makiivka, ha invece riferito che non è rimasto ucciso nessuno nell'attacco missilistico notturno a vari edifici della città. "Sono stati danneggiati due istituti scolastici, otto condomini e garage. Ma non sono segnalate vittime", ha riferito Oleksandr Honcharenko.

Giornalisti della Reuters hanno visitato la zona e i due edifici colpiti - due dormitori che, secondo il ministero della Difesa russo, ospitavano temporaneamente i militari ucraini vicino al fronte di guerra - e nessuna delle due strutture appariva seriamente danneggiata o riportare tracce di sangue, persone ferite o morti.

Tregua non rispettata

Lo scorso 7 gennaio i giornalisti dell'agenzia di stampa AFP di Kramatorsk, nella regione orientale di Donetsk, hanno sentito almeno quattro esplosioni prima di mezzanotte. Ci sarebbero stati ulteriori bombardamenti in varie parti dell'Ucraina durante la notte, dopo la fine di quello che il presidente russo Vladimir Putin aveva definito un "cessate il fuoco" di 36 ore da parte delle forze russe in modo che i cristiani ortodossi potessero celebrare il Natale ortodosso.

A quanto pare, questo cosiddetto cessate il fuoco non sarebbe stato rispettato. Funzionari ucraini hanno affermato che almeno una persona è rimasta uccisa nella regione di Kharkiv.

Esplosioni sono state segnalate anche nelle città meridionali di Zaporizhzhia e Melitopol. L'Ucraina ha accusato l'esercito russo di non aver rispettato il cessate il fuoco, mentre la Russia ha affermato di essere stata costretta a reagire in seguito al rifiuto dell'Ucraina dell'offerta di tregua.

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