DOMANDE & RISPOSTE

Professoressa Hack, astrofisica e donna di scienza, cosa pensa della paura nucleare esplosa dopo il sisma giapponese?
«Il nucleare comporta pericoli e va affrontato con grande serietà, che spesso in Italia manca, e razionalmente. Quello del Giappone è un caso estremo. Noi oggi siamo completamente dipendenti dall’estero per l’approvvigionamento energetico e compriamo energia nucleare dalla Francia. Meno del 20 per cento della nostra energia proviene da fonti rinnovabili e tutto il resto deriva da gas, carbone e petrolio».
Quindi è favorevole alla creazione di nuove centrali nucleari in Italia?
«Io credo che sia necessario perché c’è un bisogno sempre crescente di energia. Certo, esiste il problema della conformazione dell’Italia che è un Paese sismico. Quindi è necessario scegliere con grande attenzione zone sicure, come la Sardegna. Affrontiamo senza pensarci rischi che sarebbero evitabili, basti pensare allo smaltimento dei rifiuti, e poi ci facciamo prendere dall’emozione quando si tratta di nucleare».
Quanto c’è di irrazionale in questa opposizione all’energia nucleare?
«C’è molta irrazionalità, molta paura e tanta ignoranza. Adesso poi, dopo la catastrofe giapponese, è perfettamente inutile fare il referendum, il risultato è scontato: ci sarà una valanga di no».


E lei cosa voterà?
«Io sono a favore del nucleare, credo che sia una necessità. Nella storia umana tute le innovazioni hanno portato con sé dei problemi che poi abbiamo imparato ad affrontare. Se non si fosse mai rischiato non avremmo nemmeno il fuoco, ma saremmo ancora all’età della pietra».

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