Lega, la base in lacrime non molla il Senatùr E attacca Maroni...

Militanti leghisti increduli, in lacrime sostengo Bossi e attaccano Maroni, considerandolo un traditore. Radio Padania in tilt. Poi trasmette le note di Va' pensiero. Maroni contestato: guarda il video

Lega, la base in lacrime non molla il Senatùr E attacca Maroni...

Incredulità, delusione, ma soprattutto solidarietà e sostegno nei confronti di Bossi da parte dei militanti della Lega. Radunati nel cortile di via Bellerio, alcuni leghisti sono andati sotto la finestra dello studio del Senatùr al grido di "Bossi Bossi", "Padania libera", "Né neri né rossi, ma liberi con Bossi", invitando il leader del Carroccio a "buttare fuori i traditori".

Molti militanti, soprattutto, donne, hanno telefonato a Radio Padania Libera per esprimere il loro dolore e la loro tristezza. Alcuni di loro, per la commozione, non hanno neppure finito i loro interventi al punto che Matteo Salvini e Roberto Ortelli in studio sono intervenuti dicendo: "Non stiamo celebrando il funerale della Lega. Umberto non è più segretario ma è presidente e soprattutto, come ha detto lui al federale, è un militante. Avanti con la lotta".

Gli unici che esultano sono i sostenitori di Roberto Maroni che incoraggiano l'ex ministro dell'Interno ad andare "avanti con la pulizia nel partito". Non mancano nemmeno toni da redde rationem: "Adesso dobbiamo iniziare la caccia all’uomo verso tutti i cerchisti annidati in ogni regione e spesso in posizione di vertice", scrive un "barbaro sognante", come si definiscono i maroniani.

Un volantino con in sequenza le immagini di Gesù e Giuda, Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini e poi Umberto Bossi e Roberto Maroni e il passo del vangelo di Matteo "Il traditore aveva dato loro un segno: quello che bacerò è lui, arrestatelo" gira fra i sostenitori di Umberto Bossi fuori dalla sede di via Bellerio. I militanti fedeli a Bossi hanno lanciato i fogli e urlato "buffone" all’indirizzo di un’auto che lasciava la sede, probabilmente pensando che all’interno vi fosse Maroni.

Pochi minuti dopo l’annuncio delle dimissioni di Umberto Bossi è stato impossibile accedere a Radio Padania Libera attraverso il sito. Mentre le agenzie di stampa battevano la notizia delle dimissioni del leader della Lega, negli stessi minuti, Radio Padania trasmetteva la canzone di Elio e le storie tese "Storia di un bellimbusto".

Interrompendo un

susseguirsi di telefonate di militanti addolorati e increduli per le dimissioni di Bossi, Radio Padania ha poi trasmesso le note di "Va' pensiero", il coro del Nabucco di Verdi da sempre inno della Lega.

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