"La legge Severino non è retroattiva Lo dicono i senatori democratici"

L'8 luglio scorso due senatori del Pd hanno presentato un disegno di legge che esclude la retroattività della legge Severino

"La legge Severino non è retroattiva Lo dicono i senatori democratici"

La retroattività della legge Severino? C'è un disegno di legge del Pd che la esclude. Quelli che adesso vorrebbero vedere il Cavaliere fuori dalla politica, fina a poco tempo, erano su posizioni opposte.

Lo ha reso noto Francesco Paolo Sisto, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera e deputato del Pdl. "Nel ddl 665 del 17 maggio 2013, annunciato nell’Aula del Senato l’8 luglio scorso, si legge che se si ammettesse il principio della retroattività della incandidabilità ’si riconoscerebbe sostanzialmente la possibilità che una legge, mutando i requisiti, possa rendere incompatibili o ineleggibili, in corso di mandato, anche i membri del Parlamento. Il che è come dire che una legge sopravvenuta potrebbe cancellare, o comunque limitare la volontà popolarè", ha dichiarato Sisto.

Insomma, secondo questo principio Silvio Berlusconi non può essere incandidabile e decaduto. "Sapete chi sono gli autori-proponenti? - chiede Sisto -. La senatrice Isabella De Monte, segretaria della Giunta per le elezioni, e il senatore Giorgio Pagliari, primo firmatario, ordinario di diritto amministrativo e componente della stessa Giunta per le Elezioni, oltre ai senatori Pignedoli, Fornaro e Friavezzo. Dimenticavo: tutti del Partito Democratico".

"Il sipario si chiude - prosegue il parlamentare -. Chi fino a ora nel Pd ha sostenuto l’applicabilità a Berlusconi della norma Severino-Monti sapeva di dire il falso. Avranno il coraggio segretario e componente Pd della giunta per le elezioni, pur di fare fuori Berlusconi, di votare contro il loro pensiero, così autorevolmente da loro stessi espresso? E avrà ancora la disinvoltura il Pd di non applicare la legge secondo i princìpi affermati dai suoi più autorevoli esponenti in Giunta? Se avrà tale spudoratezza, bisognerà trarne le conseguenze, doverose".

A stretto giro di posta arriva la replica dei due promotori del disegno di legge: "La dichiarazione del presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, l`onorevole Sisto, sul nostro ddl del maggio scorso è del tutto strumentale e priva di fondamento in quanto riguarda atti amministrativi che non hanno nulla a che vedere con sentenze penali passate in giudicato - scrivono Pagliari e la De Monte -.

il ddl riguarda semplicemente l'introduzione per amministratori locali già eletti di una causa di incompatibilità tra una funzione pubblica e una funzione privata. Tutto qui".

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