Pensionati in fuga dall'Italia vivono meglio a Sofia e a Rio

Boom di traslochi tra gli anziani: i paesi esotici e dell'Est Europa le mete preferite. In un anno versamenti Inps all'estero a 500mila

Pensionati in fuga dall'Italia vivono meglio a Sofia e a Rio

Altro che fuga dei cervelli, ormai è grande esodo. L'Italia non si fa mancare neppure la fuga dei pensionati. Sono migliaia gli anziani che hanno deciso di comprare casa all'estero e negli ultimi tre anni si è registrato il boom di traslochi.
È uno dei fenomeni sociali più emblematici, quello dell'esilio volontario delle persone in terza età, ma soltanto negli ultimi anni ci siamo accorti che la tendenza stesse assumendo proporzioni enormi. Si fa quel che si può pur di ottenere qualcosa in più della mera sopravvivenza; anche lasciare tutto, chiudersi la porta alle spalle e prendere il primo aereo per un Paese diverso con biglietto di sola andata. «Una vita tranquilla»: è quasi sempre questa la risposta degli anziani interpellati per commentare la propria quotidianità fuori dall'Italia con una rendita che oscilla dai 600 ai 1.000 euro. La motivazione principale della scelta – manco a dirlo - i costi e le tasse nel Belpaese. Un piccolo reddito, infatti, può consentire ai pensionati di vivere all'estero più dignitosamente, spesso per il costo della vita molto basso. Le mete preferite dagli italiani sono la Germania, la Spagna e Londra, ma aumenta anche l'interesse per la Polonia, l'Est Europa e – oltreoceano – per il Brasile e il Costa Rica, dove una casetta da 60 metri quadrati si paga intorno ai 50-60 mila euro: quanto un garage in Italia. È difficile stimare con precisione quante siano le pensioni all'estero, anche perché sono compresi emigrati di lungo corso e residenti con doppia cittadinanza.

È comunque intorno al 2009 che il fenomeno è diventato vistoso: prima di allora ci si aggirava intorno alle 250mila pensioni. Dall'inasprimento della crisi il dato è balzato alle stelle per tre anni consecutivi arrivando prima, tra il 2010 e il 2011, a quasi 400mila pensioni oltre confine e poi, nel 2012, con un addizionale di quasi 100mila. Nel 2013 si parla di oltre 500mila italiani che ricevono la loro pensione dall'Inps fuori dall'Italia. Nella sola Lombardia, tanto per fare un esempio, sono ben 29mila le persone che hanno deciso di abbandonare la vita precedente: i più propensi ad andarsene sembrano essere i bresciani, seguiti dai bergamaschi e dai milanesi. Tutti i coraggiosi sembrano uniti dal mantra «per chi sogna di cambiare vita»; e ci riesce, potremmo aggiungere. È d'altronde lo stesso slogan di voglioviverecosì.com, portale online in cui vengono pubblicate le testimonianze di chi in terza età ha preso la sofferta ma convinta decisione di andarsene per condurre una seconda vita.

Come Gianfranco, da qualche anno ad Istanbul: «Sono andato in pensione molto presto, cosa da un lato positiva, dall'altro un po' meno, poiché non riuscivo a stare a casa senza far niente. Girovagavo per la città, il lavoro non c'è per i giovani, figuriamoci per un 54enne. Da qui la mia decisione di venire in Turchia, dove ci sono maggiori opportunità». Antonio, invece, ha deciso di trasferirsi in Bulgaria già nel 2007, prima della grande crisi. A 66 anni, il motivo della sua scelta è stato comunque il fattore economico: «Come avrei potuto vivere in una città come Roma, partendo da un affitto mensile di 650 euro? Anche andando a vivere in un paesino non avrei risolto il problema». Oggi Antonio prende al netto 1.

000 euro e, anche se il costo della vita ha subìto dal 2006 un aumento del 30%, la pensione basta per fare una vita più che dignitosa, al punto che - come confida - «i bulgari ci ammirano e ci stimano, con la nostra pensione italiana siamo considerati ricchi». E all'invito a pensare alla sua vita se fosse rimasto in Italia, Antonio è sibillino ma efficace: «Avrei dovuto affrontare il mese con i 180 euro restanti dalle spese, è facile immaginare che fine avrei fatto».

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