Santanchè: "Berlusconi in galera? Abbiate le palle di farlo"

Daniela Santanchè attacca la sinistra e una sentenza che mutila la democrazia: "Oggi mi vergogno di essere italiana"

Santanchè: "Berlusconi in galera? Abbiate le palle di farlo"

All'indomani della sentenza che ha confermato i quattro anni di condanna per Silvio Berlusconi, nell'ambito del processo per i diritti tv Mediaset, Daniela Santanchè commenta a Omnibus la decisione della Corte di Cassazione. La parlamentare del Pdl si scaglia contro una decisione che definisce "politica", augurandosi che non sia il Cavaliere "a risolvere i problemi della 'ingiustizia' e di chi sta più in alto di lui". La condanna c'è stata. Ora, dice la deputata, "abbiate le palle di mettere Berlusconi in galera".

La Santanchè se la prende anche con la sinistra, con "qualche esponente del Pd", che sta "dicendo che il Pdl non è Silvio Berlusconi". Se "avessero le palle per guardare negli occhi i nostri 5 ministri al Governo" vedrebbero che il Cav "è il Popolo della Libertà, questo Governo è nato per Silvio Berlusconi".

Sul futuro politico dell'ex premier, la deputata Pdl non ha dubbi: "Berlusconi non lascerà la politica, la sinistra in questi venti anni non ha capito niente: ferire Berlusconi vuol dire allungargli la vita, renderlo più forte". E apre a una formazione con Marina al posto di comando.

Dalla sentenza la democrazia esce "mutilata".

Un punto che la Santanchè sottolinea con forza, fondamentale e "molto più grave del Governo". "Oggi - aggiunge - mi vergogno di essere italiana. Non viviamo in un paese libero".

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