JULIAN SCHNABEL Opere gigantesche da grande «Summer»

Tutta questione di spazio. Come per il suo corpo le grandi dimensioni dominano l'universo artistico di Julian Schnabel. Una «maniera grande» che non si limita a caratterizzare il suo multiforme universo creativo, ad «usare qualunque strumento mi consenta di tradurre i miei impulsi in un'evidenza fisica» - come afferma -, ma anche a creare una singolare interazione con lo spazio.
Lo si vede subito in questa prima importante rassegna alla Rotonda della Besana dedicata al pittore newyorkese. Sembra che le sue monumentali tele siano state pensate proprio per questo spazio. Come se riuscissero a dargli un senso e, allo stesso tempo, lo spazio a restituirlo alle sue opere.
Eccolo il cultore della provocazione e del paradosso chiuso tra quattro imponenti quadri, che vanno a formare nella chiesa settecentesca una sorta di cappella, raccontare come le sue visioni si traducono in arte. «Vedo cose che non conosco in tutti i momenti - dice l’artista 56enne cresciuto a Brooklyn -. I miei quadri si limitano a indicare una direzione». Direzioni diverse per una forza espressiva fluviale, epica, che non vuole attaccarsi a nessuno stile particolare. «Botero si distingue perché dipinge solo persone grasse - continua Schnabel -. Non è interessante. Io non ho mai trovato uno stile che mi rappresenti».
E questo suo essere unico, «questo non aver scelto nessuna immagine per essere riconoscibile - come dice l’assessore Vittorio Sgarbi - questa sua assoluta libertà di scelta», piacciono a molti. Piacciono al mondo della moda, piacciono al mondo del cinema e al mondo dell’architettura e del design. Ecco allora l’artista primitivo che si immerge nella materia pittorica e dipinge con le mani, ecco poi il sofisticato scenografo che reinventa alberghi, ecco ancora il regista di cinema con i film Basquiat e Before Night Fall. Un gioco di contraddizioni che non nega un principio ma concentra la moltitudine.
E nella moltitudine del suo fare artistico la mostra alla Rotonda della Besana - fino al 16 settembre sponsorizzata da Alfa Romeo - dopo Palazzo Venezia a Roma, tocca i quattro temi essenziali della sua opera pittorica. Dalle opere di grande formato, le immense tele dove tratti densi e corposi si mescolano a segni più sfumati e sottili, alla galleria dei ritratti e degli autoritratti.
Dai Plate Paintings, i dipinti realizzati sulle superfici di frammenti di ceramica, fino ai Japanese Paintings, colori ad olio su foto digitali.
«Nei miei quadri si può vedere anche il tempo meteorologico - continua Schnabel -. Il tempo meteorologico è il mio assistente, scopre delle cose che non ho fatto e che poi ritrovo sulla tela. Per questo da quando sono bambino dipingo la maggior parte delle mie opere in estate. Mi piace dipingere all’aperto, il mio studio è senza tetto. Il tempo altera i dipinti».


Non a caso il titolo della mostra è Summer, perfetto per inaugurare La bella estate dell'Arte 2007, «il primo grande appuntamento - chiosa l’assessore Sgarbi - che animerà in contemporanea le principali sedi espositive milanesi con le opere di importanti artisti internazionali e italiani. Un'estate d’arte infuocata: a Milano troverete tutto quello che alla Biennale di Venezia non avete mai visto».

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