La lettera «i» finisce in scena Wierzbicki indaga sui suoni

Un’indagine sulla forza della luce naturale e sul suono del fonema «i». Un viaggio a tre dimensioni tra i mondi delle immagini, dei suoni e dei significati. E Tadeusz W. Wierzbicki ancora per stasera porta sul palcoscenico del Teatro I (via Gaudenzio Ferrari 11, ore 21) lo spettacolo «i». È la «i» minuscola delle gibigiane. «Sulla terra, sulla volta celeste - spiega l’autore - cammina, cammina la patetica i, si scontra, si sbilancia ed evade in un crescendo di torsioni, riflessi, combinazioni e moltiplicazioni». La fila delle «i» si accorcia o si allunga. «Per chi non lo sapesse - conclude l’autore - la gibigiana è il baluginio che si ottiene facendo colpire uno specchietto da un raggio di sole». Lo spettacolo è composto da quaranta miniature poetiche e visuali, create dalla luce con l’utilizzo di specchi trattati. È un continuo processo di creazione che ha avuto inizio nel 1993. Tadeusz Wierzbicki, poeta e autore di sceneggiature, creatore delle proprie tecniche di animazione della poesia visuale, si è interessato a più riprese del teatro della luce e di quello delle ombre per l’accostamento che entrambi potevano avere su di uno schermo con l’utilizzo delle caratteristiche magnetiche e di elettrostaticità. Nel 1986 si laurea presso la Scuola Statale Superiore di Arte Drammatica di Varsavia. Dopo diversi esperimenti nel 1991 compra un podere lungo il fiume Warta e lo adatta come studio più tardi chiamato Laboratorio dei fenomeni. Appartenente all’avanguardia, nel suo laboratorio delle percezioni da dieci anni conduce ricerche sulla poesia visuale dinamica. Invece di animare le figure, usa la luce attribuendo ai segni diversi significati. Una delle prime installazioni che hanno suscitato un plauso comune sia di pubblico sia di critica, è stata «Maschere di luce». Nel 1991 Wierzbicki dà vita al «Teatr Male i».

«Si tratta - spiega Wierzbicki - di un teatro in cui una “i” minuscola, cioè un trattino e un puntino di luce riflesso da uno specchio e progettato su uno schermo, diventa il protagonista assoluto di una serie di miniature poetiche».

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