Letteratura ebraica Storici a confronto su Shoah e revisionismo

Un viaggio nella millenaria cultura ebraica. Tra la sua storia, le sue tradizioni e i suoi libri. Il Festival internazionale di letteratura ebraica ( da sabato fino a mercoledì prossimo) vede alternarsi alla Casa dell’Architettura scrittori, storici, giornalisti e attori che puntano l’attenzione sulla Memoria e sull'attualità. Forte del successo dello scorso anno (più di seimila presenze) questa edizione affida un ruolo chiave alla Storia: ad aprire il festival (alle 21), infatti, sarà Benny Morris, tra i più influenti storici post-sionisti, intervistato da Antonio Monda. Anche l'intera giornata di domenica è dedicata allo stesso tema: alle 11 l’appuntamento è con la tavola rotonda «Gli ebrei e la storia» alla quale partecipano David Bidussa, direttore della biblioteca della fondazione Feltrinelli, Roberto Della Rocca, rabbino della sinagoga di Roma, Anna Foa della Sapienza, e Shulim Vogelmann, curatore del festival capitolino insieme con Ariela Piattelli e Raffaella Spizzichino. In serata (alle 21) si parla del «Mestiere dello storico» con Carlo Ginzburg e Benny Morris. Lunedì (alle 18.30) spazio alle «Voci di donne: diaspore, tra ’900 e nuovo millennio», con la giovane scrittrice iraniana Dalia Sofer, introdotta da Susanna Nirenstein.

Alle 21 invece la Casa dell’Architettura si trasforma in palcoscenico per «Lo zio Arturo», di Daniel Horowitz, monologo con Mauro Marino che affronta il tema dei campi di sterminio. In programma anche incontri con Chiara Valerio, Eshkol Nevo, Mario Calabresi, Mahum Barnea ed Edoardo Albinati.

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